2018

Frane e valanghe potrebbero essere importanti per mantenere una cometa attiva per molto tempo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca concentrata sul legame che frane e valanghe hanno con l’attività a lungo termine della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Jordan K. Steckloff e Nalin H. Samarasinha del Planetary Science Institute hanno esaminato dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA nel corso della sua missione per concludere che quei fenomeni in atto sulla superficie della cometa, con la conseguente perdita di massa, sono una chiave per mantenerla attiva a lungo termine.

Concetto artistico di Patroclus e Menoetius (Immagine cortesia W.M. Keck Observatory/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulle migrazioni dei pianeti gassosi del sistema solare. Un team di scienziati ha studiato due asteroidi chiamati Patroclus e Menoetius che sono fuori dal normale dato che formano una coppia di troiani di Giove, il che significa che orbitano in un punto di equilibrio del sistema Sole-Giove. La loro conclusione è che la loro esistenza costituisce una prova degli spostamenti delle orbite dei pianeti gassosi.

Una galassia ad anello con molte sorgenti di raggi X ultraluminose

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la rilevazione di una serie di sorgenti di raggi X nell’anello della galassia AM 0644-741. Un team di ricercatrici italiane guidato da Anna Wolter dell’INAF di Brera ha usato osservazioni dell’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per scoprire quelle sorgenti ultraluminose concludendo che l’anello che le contiene è composto da sistemi binari che includono buchi neri o stelle di neutroni e che l’anello si è formato in seguito a una collisione tra galassie.

Un getto relativistico dopo la kilonova

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive le osservazioni di un getto relativistico seguente alla fusione tra due stelle di neutroni scoperta nell’agosto 2017, il primo caso di evento rilevato e studiato sia alle onde elettromagnetiche che gravitazionali. Un team di ricercatori ha usato le precise misurazioni effettuate con alcuni radiotelescopi per stabilire che uno stretto getto di particelle è stato emesso a una velocità vicina a quella della luce dopo l’evento.

Il sistema di IRAS 15398-3359 alle lunghezze d'onda submillimetriche (Immagine cortesia Yuki Okoda, Graduate School of Science, The University of Tokyo. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive uno studio sull’evoluzione contemporanea di stelle e dischi protoplanetari basato sulla protostella di classe 0 catalogata come IRAS 15398-3359. Un team di astronomi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Tokyo guidato dalla professoressa Yoko Oya ha usato il radiotelescopio ALMA per questa ricerca scoprendo un disco denso di materiali attorno alla protostella che potrebbe essere un precursore di un sistema planetario. Questa scoperta potrebbe migliorare le nostre conoscenze della formazione dei sistemi solari.