
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la conferma che la supernova DES16C2nm è la più lontana mai scoperta. Un team di astronomi guidati dall’Università di Southampton ha usato dati raccolti dall’indagine Dark Energy Survey (DES) e da vari telescopi per studiarla e classificarla come supernova superluminosa o ipernova, il tipo più brillante e raro di supernove. La distanza della stella esplosa è stata stimata in circa 10,5 miliardi di anni luce dalla Terra.
L’indagine DES è una collaborazione internazionale che ha lo scopo di mappare parecchie centinaia di milioni di galassie per saperne di più sull’energia oscura, la forza che secondo i modelli maggiormente accettati ma per il momento basati su una serie di ipotesi ha causato l’accelerazione dell’espansione dell’universo. Lo studio di supernove non faceva parte dei piani ma nell’agosto 2016 ha permesso di scoprire quella che è stata etichettata come DES16C2nm.
Lo studio di quella supernova è continuato per confermarne distanza e luminosità. In ottobre quel risultato è stato ottenuto usando i telescopi Very Large Telescope (VLT) e Magellan in Cile e l’Osservatorio Keck alle Hawaii con ulteriori dati ottenuti grazie all’Osservatorio Gemini e al telescopio spaziale Hubble. Ciò ha permesso di raccogliere osservazioni a varie frequenze elettromagnetiche e dati spettroscopici.
La conclusione degli astronomi è che DES16C2nm sia una supernova superluminosa, chiamata anche ipernova. Secondo la teoria più accreditata, questo tipo di supernova viene innescato dalla caduta di materiali su una stella di neutroni giovane e in rapida rotazione, chiamate anche a millisecondo. In sostanza, prima c’è una supernova generata dall’esplosione di una stella massiccia dopo la quale rimane una stella di neutroni: se essa attrae sufficienti materiali può essere innescata un’esplosione con una luminosità dieci o più volte superiore alla prima.
Le analisi spettroscopiche dell’ipernova DES16C2nm hanno fornito vari indizi sulla sua natura, anche dal confronto con un’altra supernova superluminosa chiamata Gaia16apd, che he mostrato caratteristiche simili. Lo spettro rilevato contiene le “firme” dei metalli prodotti nel corso di quelle esplosioni e sulle temperature a cui sono avvenute. Si tratta di elementi fondamentali per capire le loro cause per stabilire se la teoria della stella di neutroni sia corretta.
In sostanza, l’ipernova DES16C2nm è estremamente interessante per una serie di motivi e il fatto che sia la supernova più lontana scoperta finora è quasi un dettaglio secondario. La sua scoperta mostra anche che indagini come la DES possano rivelarsi utili ben oltre lo scopo per cui sono state create: il dottor Mathew Smith, il primo autore dell’articolo, ha dichiarato che è eccitante essere parte dell’indagine che l’ha scoperta mentre il professor Bob Nichol, un altro degli autori, ha sottolineato l’importanza della scienza empirica in queste scoperte.
