JAXA

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha annunciato l’impossibilità di ripristinare almeno parte delle funzioni del telescopio spaziale Hitomi. Dopo l’interruzione dei contatti, nel corso del mese di aprile la JAXA aveva cominciato un’indagine con lo scopo di ripristinare le funzioni di Hitomi anche se i danni accertati non lasciavano molte speranze. Ci si aspettava che i tentativi andassero avanti per mesi invece la situazione si è rivelata tale da dover dichiarare la perdita del satellite.

Diagramma dei sistemi del telescopio spaziale Hitomi (Immagine NASA)

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha analizzato i dati raccolti sul telescopio spaziale Hitomi, già conosciuto come Astro-H, per cercare di capire il motivi per cui solo sporadici segnali sono stati ricevuti dal satellite dal 26 marzo. L’ipotesi più plausibile è che abbia perso l’assetto a causa di alcuni dati non validi e i suoi propulsori di manovra non abbiano corretto il problema a causa di regolazioni inadatte. La prospettiva è grama ma ci sono ancora speranze di salvare Hitomi.

Kjell Lindgren, Oleg Kononenko of the Russian Federal Space Agency e Kimiya Yui (Foto NASA)

Poco fa, il cosmonauta Oleg Kononenko, l’astronauta della NASA Kjell Lindgren e quello della JAXA Kimiya Yui sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz TMA-17M, atterrata senza problemi in Kazakistan. Era notte quando sono atterrati e faceva molto freddo perciò il personale che si occupa dell’assistenza è stato più rapido che mai. Hanno trascorso quasi cinque mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 23 luglio 2015 come parte della Expedition 44.

Concetto artistico della sonda spaziale Akatsuki nell'orbita di Venere (Immagine cortesia JAXA. Tutti i diritti riservati)

La JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, ha confermato che la sua sonda spaziale Akatsuki ha compiuto con successo le manovre che l’hanno inserita nell’orbita del pianeta Venere. Queste manovre sono avvenute esattamente cinque anni dopo il fallimento del primo tentativo. L’orbita è notevolmente diversa da quella prevista per la missione e gli ingegneri della JAXA stanno la valutando con precisione per programmare alcune manovre aggiuntive. C’è comunque ottimismo riguardo alla possibilità di compiere la missione scientifica per cui Akatsuki è stata costruita.