JAXA

La Crew Dragon Resilience inizia la missione Crew-1 decollando su un razzo Falcon 9 (Foto NASA/Joel Kowsky)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Resilience è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione Crew-1 o SpaceX Crew-1 con a bordo Shannon Walker, Victor Glover, Mike Hopkins e Soichi Noguchi. Dopo circa undici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per compiere la sua missione. Si tratta della seconda missione della navicella spaziale Crew Dragon con astronauti a bordo, stavolta all’interno della normale rotazione dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale.

La sonda spaziale Hope al decollo su un razzo vettore H-IIA (Immagine cortesia MHI / JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale araba Hope, o Al Amal, è partita su un razzo vettore H-IIA dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone. Circa un’ora dopo il lancio, Hope si è separata regolarmente dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla traiettoria che dovrebbe portarla nell’orbita del pianeta Marte nel febbraio 2021. C’è stato qualche minuto di ritardo nella comunicazione del dispiegamento dei pannelli solari e ciò ha causato preoccupazione al centro controllo missione al Mohammed bin Rashid Space Centre ma alla fine tutto è andato bene.

Il cargo spaziale HTV-9 catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-9 “Kounotori” è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale, comandato da Chris Cassidy con l’assistenza di Ivan Vagner. Il cargo spaziale giapponese, decollato mercoledi scorso, trasporta una serie di rifornimenti ed esperimenti. Dopo la cattura, è cominciato il lento spostamento della HTV-9 verso il punto d’attracco al modulo Harmony, dove verrà installata in sicurezza.

Il cargo spaziale HTV-9 al decollo su un razzo vettore H-IIB (Immagine cortesia JAXA)

Poco fa la navicella spaziale HTV-9 è partita su un razzo vettore H-IIB dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone per una missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Circa quindici minuti dopo il lancio, il cargo spaziale si è separato regolarmente dall’ultimo stadio del razzo, è entrato nell’orbita preliminare e ha dispiegato i pannelli solari e le antenne di navigazione.

L'asteroide Ryugu (Foto cortesia JAXA, Chiba Institute of Technology, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Meiji University, University of Aizu, AIST)

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha confermato che la sua sonda spaziale Hayabusa 2 ha lasciato l’asteroide Ryugu, che aveva raggiunto il 27 giugno 2018. Fino al 19 novembre continuerà a scattare fotografie di Ryugu, un limite dovuto al fatto che successivamente una manovra necessaria per usare il suo motore a ioni la porterà a voltarsi in una posizione dalla quale non avrà più l’asteroide nell’obiettivo della sua macchina fotografica. Fino a quel giorno, sarà possibile inviare un messaggio di addio a Ryugu via Twitter o perfino lettere e cartoline alla JAXA. Hayabusa 2 dovrebbe tornare nelle vicinanze della Terra con i suoi campioni verso la fine del 2020.