2018

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sul possibile clima esistente sui sette pianeti rocciosi del sistema della stella TRAPPIST-1. Un team di astronomi coordinato dall’Università di Washington (UW) ha usato modelli climatici aggiornati per cercare di capire che tipo di atmosfere possano avere come frutto dell’evoluzione ambientale basandosi sulle osservazioni raccolte. Il risultato è che il pianeta TRAPPIST-1 e è quello che ha maggiori probabilità di avere acqua liquida sulla superficie.

La stella HD 186302 (al centro) (Immagine cortesia CDS Portal/Simbad)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di una stella gemella del Sole. Si tratta di HD 186302, studiata da un team di ricercatori guidato da Vardan Adibekyan dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (IA), in Portogallo, partendo dai dati raccolti dal progetto AMBRE che ha raccolto circa 230.000 spettri di stelle, assieme ad altri dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. HD 186302 è davvero simile al Sole non solo come età e composizione chimica ma anche come massa e dimensione e ciò offre speranze che abbia pianeti simili alla Terra.

La galassia più luminosa conosciuta sta divorando le sue vicine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive uno studio della galassia W2246-0526, la più luminosa conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminarla scoprendo scie di materiali mentre vengono strappati da tre galassie più piccole che orbitano attorno a essa. In un caso viene generata una “coda mareale”, una larga scia di materiali che connette W2246-0526 con una delle sue satelliti. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” il buco nero supermassiccio al suo centro ha una massa che è circa 4 miliardi di volte quella del Sole.

Il cargo spaziale Cygnus John Young catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman, partita sabato 17 novembre, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Serena Auñón-Chancellor, assistita dal collega Alexander Gerst, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare Cygnus fino a farla attraccare al nodo Unity della Stazione dopo circa due ore.