Ryugu è un asteroide poroso con pochissima acqua

L'asteroide Ryugu (Immagine cortesia Seiji Sugita et al., Science)
L’asteroide Ryugu (Immagine cortesia Seiji Sugita et al., Science)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Science”, che potete trovare qui, qui e qui, descrivono altrettante ricerche sull’asteroide Ryugu. Tre team di ricercatori hanno usato i dati raccolti dalla sonda spaziale Hayabusa2 dell’agenzia spaziale giapponese JAXA per ottenere le prime descrizioni precise delle caratteristiche di Ryugu e in particolare la sua geologia. Il ritratto che viene fuori è quello di un asteroide poroso che contiene minerali idrati e allo stesso tempo pochissima acqua. Probabilmente è formato da una parte dei detriti di un asteroide più grande andato distrutto.

La sonda spaziale Hayabusa2 ha raggiunto l’asteroide Ryugu, formalmente 162173 Ryugu, il 27 giugno 2018 con l’ambizioso scopo di prelevarne campioni da riportare sulla Terra alla fine del 2020 ma questa è una parte della missione, che comunque consiste anche in uno studio ravvicinato di Ryugu con vari strumenti. I primi risultati offrono già molte informazioni su quest’asteroide ma lasciano aperte alcune questioni.

Un team guidato da SeiIchiro Watanabe della Nagoya University tra le altre cose ha misurato la densità dell’asteroide Ryugu, paragonato dai ricercatori a una trottola per la sua forma. La sua massa è stata stimata in 450 milioni di tonnellate e i 1,19 grammi per centimetro cubo sono una densità bassa che indica che quest’asteroide ha un nucleo poroso. La sua velocità di rotazione forse era doppia in passato e potrebbe aver influito sulla sua forma. I ricercatori hanno anche proposto un possibile sito dove compiere una seconda discesa da parte della sonda spaziale Hayabusa2 per una nuova raccolta di campioni.

Un team guidato da Seiji Sugita, dell’università di Tokyo è concentrato su argomenti come la morfologia e l’origine dell’asteroide Ryugu. La ricerca include anche uno studio di varie caratteristiche della sua superficie ma a un certo punto si concentra sulla sua origine, probabilmente da un asteroide più grande andato distrutto dopo una collisione con un seguente accumulo di una parte di detriti. Un risultato interessante è la scarsità d’acqua presente, curioso visto che le analisi indicano la presenza di minerali idrati che si formano in presenza d’acqua. Forse l’asteroide progenitore conteneva poca acqua ma forse essa è andata perduta in seguito alla sua distruzione sublimando a causa del calore generato dall’impatto.

Un team guidato da Kohei Kitazato dell’università di Aizu ha riportato i risultati delle analisi spettroscopiche agli infrarossi riguardo alla composizione della superficie dell’asteroide Ryugu. Questa è la ricerca che ha mostrato la maggiore considerazione per i minerali idrati, anche in connessione con le similitudini con le condriti carbonacee e quindi con un tipo specifico di meteoriti. Lo strumento Near Infrared Spectrometer (NIRS3) ha permesso di rilevare sulla superficie molto scura di Ryugu materiali contenenti idrossile (OH) in abbondanza. Assieme al colore scuro, è tipico delle condriti carbonacee che hanno subito alterazioni termiche, una possibile conseguenza di un impatto.

L’asteroide Ryugu ha un’orbita che interseca quella della Terra, come Bennu, raggiunto qualche mese fa dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA. I due asteroidi stanno mostrando alcune similitudini ma anche differenze. JAXA e NASA stanno collaborando condividendo i dati che le loro sonde spaziali stanno raccogliendo per capire meglio l’origine, le caratteristiche e la potenziale pericolosità di questi asteroidi.

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