April 2019

Il razzo Falcon Heavy al decollo con il satellite Arabsat-6A (Foto cortesia SpaceX)

Era notte fonda in Italia quando SpaceX ha lanciato da Cape Canaveral il razzo Falcon Heavy nella sua prima missione commerciale. Il razzo più potente in attività ha lanciato il satellite Arabsat-6A, che dopo circa 34 minuti si è separato dall’ultimo stadio del razzo entrando nell’orbita di transito da cui ha iniziato le manovre che lo porteranno verso un’orbita geostazionaria nel giro di poco più di due settimane.

Una delle ultime immagini inviate da Beresheet (Immagine cortesia SpaceIL)

Poco fa il lander israeliano Beresheet ha tentato l’allunaggio ma qualcosa non ha funzionato alla perfezione nel sistema di propulsione e probabilmente si è schiantato sulla superficie lunare. Le ultime informazioni riguardavano un problema al propulsore principale che non si era accesso correttamente e quando al centro controllo missione sono riusciti a riattivarlo era troppo tardi. La telemetria è stata perduta quando Beresheet stava scendendo troppo velocemente.

La sonda spaziale Trace Gas Orbiter ha rilevato acqua ma non metano su Marte

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano i principali risultati del primo anno di lavoro della sonda spaziale Trace Gas Orbiter (TGO) di ESA e Roscosmos, parte del programma ExoMars. Un articolo riguarda l’impatto della tempesta globale che ha coperto il pianeta Marte di una coltre di polvere sull’acqua nell’atmosfera mentre l’altro articolo riporta la mancanza di rilevazioni di metano vanificando almeno per ora le speranze di scoprirne l’origine. Un terzo articolo sottoposto alla rivista “Proceedings of the Russian Academy of Science” offre la mappa più dettagliata creata finora del ghiaccio d’acqua e dei minerali idrati presenti immediatamente sotto la superficie del pianeta rosso.

L'area attorno al buco nero supermassiccio della galassia Virgo A (Immagine EHT Collaboration)

Il progetto Event Horizon Telescope (EHT) e rappresentanti dei ricercatori dei radiotelescopi ALMA e APEX hanno tenuto una conferenza stampa, una delle tante tenute nel mondo per presentare i primi risultati dell’EHT. Un progetto che per due anni ha impegnato una serie di radiotelescopi di tutto il mondo per combinare le loro osservazioni aveva lo scopo di scrutare direttamente all’interno dell’ambiente che circonda un buco nero e in particolare il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, conosciuto come Sagittarius A*, e quello al centro della galassia Virgo A.

Concetto artistico di planetesimo in orbita attorno alla nana bianca SDSS J122859.93+104032.9 (Immagine cortesia University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta di quello che probabilmente è un frammento di pianeta che orbita attorno a una nana bianca. Un team di ricercatori guidato dall’Università britannica di Warwick che include due ricercatrici e un ricercatore dell’INAF ha usato il Gran Telescopio Canarias di La Palma per studiare il disco di detriti che circonda la nana bianca catalogata come SDSS J122859.93+104032.9 rilevando anomalie nelle linee di emissione che sono state interpretate come il risultato della presenza di quello che è stato definito un planetesimo che orbita attorno alla stella in circa due ore.