È un successo il lancio del telescopio spaziale Spektr-RG

Il telescopio spaziale Spektr-RG al decollo su un razzo Proton (Immagine cortesia Roscosmos)
Il telescopio spaziale Spektr-RG al decollo su un razzo Proton (Immagine cortesia Roscosmos)

Poco più di due ore fa il telescopio spaziale Spektr-RG è stato lanciato su un razzo vettore Proton dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa due ore si è separato dallo stadio superiore del razzo per dirigersi verso il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Il telescopio spaziale Spektr-RG (Spektr-Roentgen Gamma, SRG) è un progetto nato da una collaborazione delle agenzie spaziali Roscosmos per la Russia e DLR per la Germania per l’osservazione del cielo a raggi X. Questo tipo di astronomia è rimasto un po’ azzoppato dalla fine molto prematura della missione giapponese Hitomi mentre i telescopi spaziali Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA sono ancora attivi ma si tratta di missioni iniziate ormai vent’anni fa.

Il Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) ha fornito lo strumento principale, eROSITA (extended Roentgen Survey with an Imaging Telescope Array), che ha lo scopo di osservare il cielo ai raggi X cosiddetti soffici, fino a 10 keV di energia. Ha una sensibilità vicina a quella di XMM-Newton ma ha un campo di vista molto maggiore permettendo di condurre osservazioni su ampia scala in tempi molto più brevi, anche rispetto a Chandra. In sostanza, si tratta di un perfezionamento di tecnologie già esistenti.

eROSITA potrà compiere osservazioni così estese grazie a sette moduli specchio ognuno dei quali è formato da 54 specchi di nickel ricoperti da un sottile strato d’oro. Questo insieme è in grado di rilevare una notevole quantità di fotoni nelle frequenze dei raggi X che gli consentono di osservare fonti molto deboli e lontane.

L’altro strumento è ART-XC (Astronomical Roentgen Telescope — X-ray Concentrator), costruito dall’Istituto di ricerche spaziali (IKI) e costituito da sette moduli ognuno dei quali è formato da 28 specchi per rilevare raggi X che includono queli cosiddetti duri a energie tra i 6 e i 30 keV.

La destinazione del telescopio spaziale Spektr-RG è il punto lagrangiano chiamato L2, dove Sole e Terra si trovano sempre dalla stessa parte rispetto a Spektr-RG perciò è possibile condurre osservazioni senza interruzioni.

Gli obiettivi sono parecchi dato che raggi X possono arrivare da nuclei galattici attivi, da supernove e da altri oggetti cosmici. In particolare, la speranza è che l’indagine sui raggi X soffici emessi dal gas caldo negli ammassi galattici possa aiutare a capire meglio come si evolvono queste enormi strutture e di conseguenza fornire nuovi indizi sulla misteriosa energia oscura.

Ora il telescopio spaziale Spektr-RG è in viaggio verso il punto L2, dove arriverà fra circa tre mesi. Nel frattempo cominceranno i test e la calibrazione degli strumenti in modo che al suo arrivo nella sua posizione finale possa cominciare la sua missione scientifica.

Gli specchi dello strumento eROSITA (Foto JohannesBuchner)
Gli specchi dello strumento eROSITA (Foto JohannesBuchner)

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