2019

Le fonti ultraluminose di raggi X nella galassia NGC 6946 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su alcune fonti ultraluminose di raggi X osservate nella galassia NGC 6946. Un team di ricercatori guidati da Hannah Earnshaw, ricercatrice postdoc del Caltech, ha usato osservazioni compiute con il telescopio spaziale NuSTAR della NASA. In particolare l’interesse si è concentrato su una delle fonti, catalogata come ULX-4, osservata anche con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA ma dopo dieci giorni l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA non ne ha più trovato traccia. Un evento di quel genere di solito ha una lunga durata perciò potrebbe essere stato generato da un buco nero o una stella di neutroni su detriti vicini.

La navicella spaziale Soyuz MS-14 si allontana dalla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz MS-14 è atterrata senza problemi in Kazakistan. Qualche ora prima aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale, dove era arrivata il 27 agosto scorso. Il ritorno sulla Terra termina una missione di test che è stato compiuto senza cosmonauti a bordo di una navicella utilizzata generalmente per il trasporto di esseri umani. In questo caso a bordo c’era il robot Skybot F-850, soprannominato Fedor.

Non è riuscito l’allunaggio del lander indiano Vikram e del rover Pragyan

Il lander Vikram e il rover Pragyan della missione indiana Chandrayaan 2, lanciati il 22 luglio scorso, hanno tentato l’allunaggio ma qualcosa è nadato storto e il contatto è stato perso a un’altitudine di circa 2,1 chilometri. Ufficialmente gli ingegneri dell’agenzia spaziale indiana ISRO stanno analizzando i dati raccolti ma probabilmente c’è stato qualche problema in fase di frenata con perdita di assetto e successivo schianto dei veicoli.

I mattoni della vita possono formarsi dai radicali liberi generati nello spazio

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di un nuovo metodo per formare nello spazio i composti organici del gruppo degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Un team di ricercatori del Berkeley National Laboratory ha trovato quello che in gergo viene chiamato pathway, un percorso per arrivare alla formazione di IPA come il naftalene a partire da molecole più semplici. Questi composti sono importanti nella formazione degli amminoacidi, i mattoni che formano le grandi molecole biologiche.

La stella GJ 1061 (Immagine cortesia Centre de Données astronomiques de Strasbourg / SIMBAD / SDSS)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di tre super-Terre nel sistema della stella nana rossa GJ 1061. Un team di astronomi della collaborazione Red Dots ha compiuto questa scoperta nel corso della campagna di osservazioni del 2018 grazie a una serie di rilevazioni spettroscopiche ottenute nel corso di tre mesi usando il metodo della velocità radiale. Le masse di questi esopianeti sono un po’ superiori a quella della Terra e il più esterno è nell’area abitabile del suo sistema, dove riceve una quantità di energia dalla sua stella vicina a quella che la Terra riceve dal Sole.