2020

Cerealia Facula nel cratere Occator

Il gruppo Nature ha dedicato un numero speciale al pianeta nano Cerere con una serie di articoli pubblicati sulle sue riviste. Vari team di ricercatori hanno studiato diversi aspetti della geologia di Cerere con particolare attenzione alla presenza d’acqua e di cloruro di sodio idrato, in parole povere sale da cucina mescolato ad acqua. Ci sono conferme della presenza nel passato di un oceano sotterraneo di cui una forte presenza di sali abbassava notevolmente il punto di congelamento. I sali presenti nelle celebri macchie bianche come quella del cratere Occator sono tra i resti di quell’oceano: si tratta soprattutto di carbonato di sodio e cloruro di ammonio ma c’è anche cloruro di sodio.

Le uova stellare viste da ALMA

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano un censimento di quelli che sono stati definiti embrioni stellari nella nube molecolare del Toro. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare 32 oggetti prestellari e 7 protostelle che offrono nuove informazioni sui processi che portano alla nascita delle stelle. Uno degli articoli è concentrato sulla scoperta di un deflusso bipolare formato da una coppia di flussi di gas che potrebbero essere gli indizi della nascita di una stella.

Possibili fonti del fosforo sistema solare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di 15 stelle che contengono una quantità fuori dal normale di fosforo ma anche di altri elementi come magnesio, silicio, ossigeno, alluminio e cerio, un’anomalia tale da far pensare a un nuovo tipo di oggetto. Un team di ricercatori guidato da Thomas Masseron dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) ha esaminato un gran numero di spettri infrarossi ottenuti nel corso dell’indagine Sloan Digital Sky Survey assieme allo spettro ottico della più brillante tra le stelle al fosforo ottenuto usando lo spettrografo Echelle installato al Nordic Optical Telescope. Le possibili spiegazioni andranno verificate ma questa scoperta spiega l’abbondanza nella Via Lattea del fosforo, un elemento indispensabile alle forme di vita terrestri.

Nubi di Giove viste da Juno (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill © CC BY)

Tre articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e due pubblicati sulla rivista “Geophysical Research: Planets”, riportano vari aspetti di una ricerca sulle nubi del pianeta Giove. Tre team di ricercatori con vari membri in comune, coordinati dal Laboratoire Lagrange del CNRS francese e dal JPL della NASA hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno per analizzare vari aspetti del ruolo dell’acqua nelle violente tempeste presenti nell’atmosfera gioviana. Fulmini hanno origine in una soluzione di acqua e ammoniaca, sostanze che possono formare una sorta di chicchi di grandine, soprannominati funghi (mushball) da parte dei ricercatori, che hanno un ruolo chiave nelle dinamiche atmosferiche di questo pianeta gassoso.

I resti della supernova SN 1987A visti da ALMA

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano due studi sui resti della supernova SN 1987A. Due team di ricercatori guidati rispettivamente da Phil Cigan dell’Università britannica di Cardiff e da Dany Page dell’Università nazionale autonoma del Messico hanno usato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA e studi teorici mirati per portare prove che una stella di neutroni si è formata dopo la supernova. Se questi risultati verranno confermati, si tratterebbe della più giovane stella di neutroni conosciuta.