2020

L'esagono di Saturno con i suoi strati

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta uno studio sulla stratificazione della struttura esagonale del gigantesco uragano che occupa polo nord del pianeta Saturno. Un team di ricercatori guidato dal professor Agustín Sánchez-Lavega dell’Università dei Paesi Baschi ha usato dati rilevati dalla sonda spaziale Cassini e dal telescopio spaziale Hubble per capire che si tratta di un sistema composto di almeno sette strati di foschia con un’estensione di oltre 300 chilometri. Lo studio ha anche permesso di scoprire che quegli strati contengono particelle microscopiche ghiacciate composte da idrocarburi come acetilene, propano, propino, diacetilene e butano.

Grafico delle osservazioni combinate di Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” riporta i risultati di una serie di osservazioni combinate del pianeta Giove. Un team di ricercatori guidato da Michael Wong dell’Università della California a Berkeley ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, dall’Osservatorio Gemini alle Hawaii e dalla sonda spaziale Juno della NASA per ottenere un quadro più ampio di vari fenomeni in atto nell’atmosfera di Giove. Le tempeste includono la Grande Macchia Rossa, che le osservazioni combinate aiutano a capire meglio.

Particolare geologico di Hellas Planitia (Immagine NASA JPL-Caltech UoA Matt Balme & William McMahon)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove dell’esistenza di un fiume di dimensioni paragonabili a quelle del Po nell’area di Izola mensa, un affioramento all’interno del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte. Un team di ricercatori guidato dal dottor Francesco Salese e dal dottor William McMahon ha esaminato immagini ad alta risoluzione catturate dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per individuare le tracce di un’area in cui circa 3,7 miliardi di anni fa c’era un grande fiume. Le condizioni ambientali dovevano essere favorevoli a un flusso d’acqua costante per un lungo periodo con un ciclo idrologico, l’ennesima conferma che all’epoca il pianeta rosso era simile alla Terra.

Concetto artistico del sistema HR 6819

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un buco nero in un sistema triplo conosciuto come HR 6819. Un team di ricercatori guidato da Thomas Rivinius dell’ESO ha usato lo spettrografo FEROS sul telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO a La Silla per esaminare quel sistema all’interno di uno studio sui sistemi binari scoprendo con sorpresa la presenza di un terzo oggetto identificato come un buco nero. Si tratta del buco nero più vicino al sistema solare ma secondo i ricercatori potrebbe trattarsi della punta di un iceberg e potrebbero essercene molti altri simili, come previsto dai modelli teorici.

Europa vista dalla sonda spaziale Galileo

La NASA ha pubblicato versioni rielaborate di tre vecchie fotografie di aree della superficie di Europa, la grande luna di Giove, scattate dalla sonda spaziale Galileo il 26 settembre 1998. Gli scienziati della NASA hanno applicato alle immagini alcune tecniche di elaborazione sviluppate negli ultimi anni ottenendo nuovi dettagli di una serie di caratteristiche geologiche esistenti all’epoca sulla superficie ghiacciata di Europa. Questo risultato offre un’utilità immediata per gli scienziati interessati a studiare questa luna e per il futuro perché la NASA sta preparando la missione Europa Clipper, che ha anche lo scopo di cercare di capire cosa ci sia nell’oceano sotterraneo di Europa, con la speranza di trovare forme di vita.