2020

Il centro dell'ammasso galattico di Perseo (Immagine NASA/CXC/IoA/A.Fabian et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati dello studio di deflussi di gas molecolare in dodici galassie massicce al centro di ammassi galattici. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti con il radiotelescopio ALMA per compiere questo studio trovando che i nuclei galattici attivi delle galassie osservate provocano periodici rilasci di energia in esplosioni di radiazioni o come getti di particelle che si muovono a velocità vicine a quelle della luce. I rilasci di energia provocano deflussi di gas che può essere spinto anche oltre i confini della galassia. Questo meccanismo limita l’avvicinamento del gas al buco nero supermassiccio centrale, diminuendo l’attività esplosiva in quello che viene chiamato feedback. I ricercatori stanno studiando soprattutto le conseguenze sulla formazione stellare e la possibilità che una galassia diventi quiescente.

Fornace A con i suoi enormi lobi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio della galassia conosciuta come Fornace A o con la sigla di catalogo NGC 1316. Un team di ricercatori guidato da Filippo Maccagni dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Cagliari ha usato dati raccolti da cinque telescopi diversi per trovare le prove di una ripetuta attività nucleare che ha formato quelli che sono stati chiamati lobi radio, giganteschi aloni di plasma invisibili alle frequenze ottiche ma brillanti alle frequenze radio. Per questo motivo, il radiotelescopio MeerKat è stato fondamentale per ottenere le migliori osservazioni mai ottenute di Fornace A.

Il telescopio spaziale Spitzer durante la preparazione (Foto NASA)

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha terminato la sua missione con il suo spegnimento definitivo, avvenuto nella notte italiana. Lanciato il 15 agosto 2003, è stato uno strumento fondamentale per l’astronomia agli infrarossi in studi di vario genere che vanno da quelli di oggetti del sistema solare a quelli di galassie lontanissime passando per quelli di esopianeti.

La Nebulosa Tarantola (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato una nuova immagine della Nebulosa Tarantola, una regione della Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea. L’immagine combina dati da osservazioni multiple compiute con il telescopio spaziale Spitzer, la cui attività sta per cessare. La Nebulosa Tarantola fu uno dei primi obiettivi studiato con questo strumento nel 2003, dopo che venne messo in orbita, e dimostrò le sue capacità. Ancora una volta, Spitzer offre una vista delle strutture esistenti in quell’area e soprattutto dei tanti processi di formazione stellare in atto.

Concetto artistico dell'esopianeta KELT-9b (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio dell’esopianeta KELT-9b con prove che le condizioni sono talmente estreme da arrivare a spezzare le molecole di idrogeno. Un team di ricercatori guidato da Megan Mansfield dell’Università di Chicago ha usato il telescopio spaziale Spitzer della NASA per trovare le prove che KELT-9b è un esempio estremo anche nella classe dei pianeti gioviani caldi per le condizioni esistenti sulla sua superficie. Non per nulla si tratta del pianeta più caldo conosciuto e sul lato diurno le molecole di idrogeno vengono spezzate per poi ricomporsi quando gli atomi si spostano sul lato notturno.