2020

L'esopianeta TOI 700 d è il primo scoperto dal telescopio spaziale TESS nella zona abitabile del suo sistema

Tre articoli sottoposti per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano vari aspetti di uno studio del sistema di TOI 700 e della scoperta di tre esopianeti grazie alle osservazioni compiute dal telescopio spaziale TESS della NASA. Parecchi ricercatori tra i quali gli italiani Giovanni Covone e Luca Cacciapuoti del Dipartimento di fisica dell’Università di Napoli Federico II, e Mario Di Sora, Giovanni Isopi e Franco Mallia dell’Osservatorio astronomico amatoriale di Campo Catino, in provincia di Frosinone, hanno collaborato per confermare l’esistenza dei tre esopianeti e per studiarne le caratteristiche, in particolare TOI 700 d, il più esterno e l’unico dei tre a orbitare nella zona abitabile del suo sistema. La sua esistenza è stata confermata anche usando il telescopio spaziale Spitizer facendone il primo esopianeta roccioso scoperto da TESS nella zona abitabile.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per completare la missione CRS-19 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-19 (Cargo Resupply Service 19) per conto della NASA ammarando senza problemi nell’Oceano Pacifico a quasi 500 km dalle coste della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale quando in Italia era mattino.

Poco dopo l’ammaraggio, le navi di SpaceX sono andate a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore circa. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale l’8 dicembre 2019.

Concetto artistico di pianeta sub-nettuniano (Immagine NASA/ESA/G. Bacon (STScI)/L. Kreidberg & J. Bean (U. Chicago)/H. Knutson (Caltech) )

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” offre una spiegazione all’abbondanza di pianeti di tipo sub-nettuniano scoperta rispetto ai giganti gassosi. Un team di ricercatori guidato da Edwin Kite dell’Università di Chicago ha studiato le caratteristiche di questi pianeti offrendo come spiegazione quella che hanno chiamato crisi di fugacità in riferimento al termine che misura quanto più facilmente un gas si dissolve in una miscela di quanto ci si aspetterebbe in base alla pressione. Nel caso dei pianeti sub-nettuniani, i gas nella loro atmosfera si dissolvono nell’oceano di magma che probabilmente ricopre la superficie del loro nucleo roccioso.

Un enorme anello di idrogeno attorno alla galassia AGC 203001

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di un gigantesco anello di idrogeno neutro che circonda una “galassia spenta” catalogata come AGC 203001. Un team di astronomi del National Centre for Radio Astrophysics (NCRA) a Pune, India, ha usato il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per osservare quell’anello, molto più grande della galassia stessa con un diametro di circa 380.000 anni luce, il quadruplo della Via Lattea. La collaborazione di astronomi francesi ha permesso un ulteriore studio con il Canada-France-Hawaii-Telescope (CFHT) alle Hawaii, USA, che non ha trovato segni di stelle associate all’anello, una stranezza considerando che una struttura del genere sembra perfetta come culla di nuove stelle.

Concetto artistico di blazar (Immagine cortesia M. Weiss/CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul blazar CTA 102. Un team di ricercatori ha usato dati che attraversano lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma rilevati da una serie di telescopi spaziali e al suolo. Essi hanno permesso di monitorare la variabilità di CTA 102 tra il 2013 e il 2017 ed eventi come la notevole attività di emissioni di raggi gamma tra il novembre 2016 e il febbraio 2017, diventata davvero esplosiva in quattro occasioni con un picco raggiunto il 28 dicembre 2016.