La sonda spaziale OSIRIS-REx ha lasciato l’asteroide Bennu

La sonda spaziale OSIRIS-REx durante i preparativi (Foto NASA/Dimitri Gerondidakis)
La sonda spaziale OSIRIS-REx durante i preparativi (Foto NASA/Dimitri Gerondidakis)

La NASA ha confermato che la sua sonda spaziale OSIRIS-REx ha lasciato l’asteroide Bennu dopo oltre due anni di studio. Infatti, l’aveva raggiunto il 3 dicembre 2018. Oltre ai dati raccolti con i suoi strumenti, OSIRIS-REx riporterà sulla Terra un contenitore contenente i campioni di Bennu raccolti il 20 ottobre 2020. Il viaggio di ritorno sarà lungo perché l’arrivo è previsto per il 24 settembre 2023.

La rotta per il ritorno della sonda spaziale OSIRIS-REx sulla Terra, ma per la precisione bisognerebbe dire nell’orbita terrestre, è stata studiata per risparmiare il propellente a bordo. Non c’è alcun rischio che rimanga senza, anzi ne ha ancora in abbondanza, al punto che alla NASA stanno studiando una possibile seconda missione verso un altro asteroide. Ci vorranno ancora diversi mesi per conoscere le decisioni riguardo a questa possibilità.

Nel frattempo, la sonda spaziale OSIRIS-REx ha compiuto le prime manovre per lasciare l’asteroide Bennu. La rotta prevede un’orbita attorno al Sole con un progressivo avvicinamento alla Terra. Nel corso della sua missione vicino a Bennu, i propulsori sono stati usati con attenzione per avvicinarsi e allontanarsi dall’asteroide. Per lasciare Bennu, i propulsori sono stati accesi a piena potenza per sette minuti per raggiungere la velocità necessaria a cominciare il lungo inseguimento della Terra.

Quando la sonda spaziale OSIRIS-REx raggiungerà l’orbita terrestre, la capsula contenente i campioni dell’asteroide Bennu verrà sganciata e paracadutata sopra un’area dello Utah. I dati raccolti dagli strumenti di OSIRIS-REx sono fondamentali per conoscere le caratteristiche di Bennu ma solo sulla Terra è possibile compiere analisi approfondite dei materiali che lo compongono.

Analizzare materiali rimasti quasi inalterati dai tempi della formazione del sistema solare è utile a capire meglio la storia della formazione degli asteroidi ma anche dei pianeti. Conoscere meglio gli asteroidi è utile anche per capirne meglio la potenziale pericolosità per la Terra e la potenziale utilità per la presenza di minerali che potrebbero essere raccolti in future operazioni minerarie. Per questi motivi, gli studi di Bennu continueranno ancora in vari modi per molti anni.

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