2021

Lo spazioplano VSS Unity si distacca dalla nave madre White Knight Two (Immagine cortesia Virgin Galactic)

Nel pomeriggio di ieri Virgin Galactic ha condotto il primo volo con equipaggio, che includeva il proprietario Richard Branson, dello spazioplano SpaceShipTwo di Virgin Galactic chiamato VSS Unity. È decollato collegato alla nave madre White Knight Two dallo Spaceport America in New Mexico e, arrivati a 15.000 metri di altitudine, VSS Unity è stato sganciato e il suo motore l’ha portato a un’altitudine di circa 86,2 chilometri, sotto i 100 chilometri della Linea di Kármán che ufficialmente segna il confine con lo spazio ma sopra gli 80 chilometri considerati da alcuni enti come quella linea di confine.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-22 (Immagine NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-22 (Cargo Resupply Service 22) per conto della NASA ammarando senza problemi nel Golfo del Messico, al largo delle coste della Florida. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale giovedi. Per SpaceX, era la seconda missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon, il quale compie l’ammaraggio vicino alla costa orientale degli USA invece che nell’Oceano Pacifico.

SMSS 2003-1142 al centro (Immagine cortesia Da Costa/SkyMapper)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di quella che viene ritenuta un’ipernova magnetorotazionale, l’esplosione di una stella molto massiccia dotata di un potente campo magnetica e in rapida rotazione. Un team di ricercatori guidato da David Yong, Gary Da Costa e Chiaki Kobayashi ha raccolto per la prima volta le prove di questo tipo di ipernova. Ciò è stato ottenuto esaminando i dati raccolti non direttamente bensì indagando su una misteriosa stella gigante rossa scoperta nell’alone della Via Lattea e catalogata come SMSS J200322.54-114203.3, o semplicemente SMSS 2003-1142, nella quale sono presenti quantità anomale di alcuni elementi chimici spiegabili come prodotto di un’ipernova magnetorotazionale.

Il pianeta interstellare CFBDSIR 2149-0403 (Immagine ESO/P. Delorme)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’individuazione di candidati eventi di microlente gravitazionale che potrebbero essere le tracce di pianeti interstellari, cioè pianeti che non orbitano attorno ad alcuna stella. Un team di ricercatori guidati da Iain McDonald ha utilizzato dato ottenuti nel 2016 durante la missione K2 del telescopio spaziale Kepler della NASA durante il monitoraggio di un’area piena di stelle vicina al centro della Via Lattea. Il risultato è la scoperta di 27 segnali generati da possibili microlenti gravitazionali la cui durata è stata tra un’ora e 10 giorni. I quattro eventi più brevi sono coerenti con pianeti delle dimensioni della Terra.

Una vista del cielo con Palomar 5 in alto al centro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sull’ammasso stellare Palomar 5 il quale indica che fra un miliardo di anni al suo interno saranno rimasti solo buchi neri. Un team di ricercatori guidato dal professor Mark Gieles dell’Università di Barcellona ha studiato quest’ammasso antico e dalla densità molto bassa conducendo una serie di simulazioni per cercare di prevederne il futuro. Il numero di buchi neri al suo interno è già oggi superiore alla media ed è soggetto a interazioni gravitazionali con la conseguenza che nel lontano futuro le sue dimensioni aumenteranno e vi rimarranno solo buchi neri.