
Due articoli, disponibili qui e qui, pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riportano diversi aspetti di uno studio su due stelle anomale dato che si tratta di due subnane che hanno carbonio e ossigeno sulla superficie invece di idrogeno ed elio. Un team guidato dal professor Klaus Werner dell’Università tedesca di Tubinga ha scoperto le due stelle, catalogate come PG 1654+322 e PG 1528+025 all’interno di una ricerca mirata a capire meglio le fasi finali dell’evoluzione stellare. Un team guidato dal dottor Miller Bertolam dell’Istituto di Astrofisica di La Plata, in Argentina, ha offerto una possibile spiegazione alle due stelle anomale spiegando in uno dei due articoli che potrebbero essersi formate in seguito a fusioni tra due nane bianche.
Una nana bianca rappresenta la fase finale della vita di una stella di piccola o media massa e normalmente la sua superficie è coperta di idrogeno ed elio. Tuttavia, sono state scoperte nane bianche coperte di carbonio e ossigeno. Secondo i modelli attuali, in alcune condizioni una nana bianca può avere momenti di fusione esplosiva dell’elio che porta sulla superficie carbonio e ossigeno. Nel caso di PG 1654+322 e PG 1528+025 le condizioni sono diverse e non previste dai modelli.
Nelle due stelle subnane scoperte dal team del professor Klaus Werner, dimensioni e temperatura indicano una fusione dell’elio non esplosiva. La quantità di carbonio e ossigeno prodotti da quella reazione forma circa il 20% della massa delle due stelle. Quella fusione di elio è ciò che ci si aspetta da stelle in una fase più evoluta di queste due.
Secondo il team del dottor Miller Bertolam, le caratteristiche delle due strane subnane PG 1654+322 e PG 1528+025 sono derivate da fusioni di nane bianche. La loro ricostruzione parte da sistemi binari in cui entrambe le stelle sono morte e diventate nane bianche che successivamente si sono fuse. Se una delle due nane bianche è del tipo ricco di carbonio e ossigeno, essa potrebbe essere distrutta dalla compagna e i suoi resti potrebbero ricoprire quella compagna.
Questo modello di fusione di nane bianche con caratteristiche specifiche non è ancora in grado di spiegare pienamente l’esistenza di PG 1654+322 e PG 1528+025. Servirà ulteriore lavoro per migliorare il modello e capire se quel tipo di fusione possa davvero avvenire. Solo in caso di risultato positivo sarà possibile individuare le condizioni che possono portare alla formazione di oggetti come le due subnane al centro di questi studi.
Questo tipo di studio è collegato a vari argomenti astronomici. La verifica del modello basato sulla fusione di nane bianche riguarda direttamente l’evoluzione di sistemi binari. Nei casi in cui le due compagne sono vicine, possono avvicinarsi in seguito all’emissione di onde gravitazionali perciò c’è un interesse nel ramo dell’astronomia che studia questi fenomeni ed è in crescita. Per questo motivo, possiamo aspettarci nuovi sviluppi.
