2023

Le variazioni viste agli infrarossi da un telescopio al suolo nella fascia equatoriale settentrionale di Giove tra maggio 2001 e dicembre 2011

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta una soluzione al mistero del cambiamento di colore di alcune fasce dell’atmosfera del pianeta Giove. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA per collegare quei cambiamenti al campo magnetico planetario. Gli scienziati conoscevano già il collegamento con le variazioni nella banda infrarossa, il che significa alla propagazione dell’energia del campo elttromagnetico, a circa 50 chilometri sotto la superficie di Giove. Questo nuovo studio porta prove che le variazioni possono a loro volta essere causate da onde prodotte dal campo magnetico planetario in profondità.

Ali AlQarni, Peggy Whitson, John Shoffner e Rayyanah Barnawi prima della partenza della missione Ax-2 (Foto cortesia Axiom Space)

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Freedom di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione privata Axiom Mission 2 o semplicemente Ax-2. Era decollata su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella notte italiana. Dopo le verifiche che la pressione fosse stata correttamente equilibrata, il portello verrà aperto per permettere ai membri dell’equipaggio di entrare nella Stazione.

Poco più di un anno dopo la missione Ax-1, una nuova collaborazione tra enti pubblici, che stavolta oltre alla NASA include l’agenzia spaziale Saudi Space Commission, e privati, ha inviato nuovi astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale per condurre una serie di esperimenti scientifici per conto di enti che generalmente non possono compiere studi in condizioni di microgravità.

La nube molecolare Lupus 3 (Immagine CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA/ T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab). Elaborazione: D. de Martin & M. Zamani (NSF’s NOIRLab))

Un’immagine catturata dalla DECam (Dark Energy Camera) all’Osservatorio Cerro Tololo in Cile mostra la nube interstellare di formazione stellare catalogata come Lupus 3. Piena di attività, contiene protostelle che stanno letteralmente uscendo dal loro bozzolo di gas e polveri come HR 5999 e HR 6000, al centro dell’immagine. La luce di quelle giovanissime stelle illumina la nebulosa a riflessione catalogata come Bernes 149. Quest’area è nel vicinato cosmico perciò viene osservata in continuazione ottenendo a volte immagini mozzafiato di stelle neonate e protostelle.

Skrinkle Haven su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS)

Immagini catturate dal Mars Rover Perseverance in un’area soprannominata Skrinkle Haven nel cratere Jezero su Marte indicano la presenza in tempi antichi di un fiume che scorreva all’interno di quel cratere. La sorpresa è data dal fatto che gli strati di sedimenti e i ciottoli che formano quella che è stata definita un’unità curvilinea suggeriscono che quel fiume fosse più profondo e impetuoso di tutti gli altri antichi fiumi marziani individuati finora. Una collina soprannominata Pinestand a circa 450 metri da Skrinkle Haven potrebbe essere stata formata da un fiume impetuoso ma gli scienziati stanno valutando anche altre spiegazioni.

Rappresentazione artistica dell’accrescimento di un buco nero (Immagine cortesia John A. Paice)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno su “The Astrophysical Journal Letters”, riportano altrettanti studi su quella che è stata definita la più grande esplosione cosmica mai rilevata. Due team di ricercatori hanno studiato i dati raccolti con vari strumenti riguardo all’evento catalogato come AT2021lwx offrendo due ipotesi diverse per la sua causa. Entrambi i team ritengono che un buco nero supermassiccio distante circa 8 miliardi di anni luce dalla Terra abbia generato quell’esplosione ma sono in disaccordo su cosa l’abbia innescata: un team indica una nube di gas e polveri che viene inghiottita in modo violento mentre l’altro team indica un evento di distruzione mareale in cui una stella viene divorata.