2023

Il cargo spaziale Dragon 2 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale nella missione CRS-29 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Dragon 2 di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale completando la prima parte della missione CRS-29. Le astronaute Jasmin Moghbeli e Loral O’Hara hanno monitorato l’operazione ma il cargo spaziale, partito nella notte italiana di ieri, ha completato in modo automatizzato le manovre senza alcun problema.

La mssione CRS-29 terminerà tra circa un mese con il ritorno sulla Terra. La seconda versione del cargo spaziale Dragon può rimanere nello spazio molto più a lungo della prima versione ma per ora la NASA non ha allungato le sue missioni.

Il cargo spaziale SpaceX Dragon 2 inizia la missione CRS-29 decollando su un razzo Falcon 9 (Foto NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon 2 è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione CRS-29 (Cargo Resupply Service 29), indicata anche come SpX-29. Dopo quasi esattamente 12 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della ventinovesima missione di invio della navicella spaziale Dragon/Dragon 2 alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

'ammasso galattico di Perseo (Immagine ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre (CEA Paris-Saclay), G. Anselmi, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha presentato le prime immagini ufficiali catturate dal suo telescopio spaziale Euclid. Dopo alcuni ritardi dovuti a problemi al sensore di guida fine, è stato possibile calibrare gli strumenti di Euclid e ottenere la straordinaria precisione delle osservazioni necessaria alla sua missione. Il risultato è una risoluzione che porta a includere nelle immagini una quantità di dettagli mai vista prima, che si tratti di galassie, di stelle o altro ancora, spesso scoperti proprio da Euclid. La presentazione ha mostrato i risultati sia con oggetti lontani come l’ammasso galattico di Perseo che con altri vicini in termini astronomici come la Nebulosa Testa di Cavallo.

galassia UHZ1 vista dall'Osservatorio per i raggi X Chandra e dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”, uno pubblicato su “The Astrophysical Journal Letters” e uno sottoposto per la pubblicazione su “The Astrophysical Journal” riportano diversi aspetti dello studio del più lontano buco nero rilevato ai raggi X. Diversi team di ricercatori hanno combinato i dati ottenuti con l’Osservatorio per i raggi X Chandra e il telescopio spaziale James Webb per studiare la galassia UHZ1 ai raggi X e agli infrarossi. Il risultato è la scoperta di un buco nero supermassiccio in fase di crescita circa 470 milioni di anni dopo il Big Bang. Lo studio offre prove che esso è nato avendo già una massa notevole, confermando che i buchi neri supermassicci crescono da semi che si formano dal collasso diretto di enormi quantità di gas.

Concetto artistico del sistema di Kepler-385 (Immagine NASA/Daniel Rutter)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Journal of Planetary Science” riporta aggiornamenti al catalogo dei candidati esopianeti scoperti con il telescopio spaziale Kepler della NASA che offre conferme della presenza di sette pianeti nel sistema della stella Kepler-385. Questo risultato è stato ottenuto applicando metodi di esame decisamente perfezionati rispetto al passato ottenendo nuovi risultati da vecchie osservazioni. Ciò include questo sistema tra i pochissimi con oltre sei pianeti verificati o almeno candidati e ciò lo rende particolarmente interessante. Tuttavia, tutti questi pianeti sono più vicini alla loro stella del confine interno dell’area abitabile di quel sistema e ricevono una notevole quantità di energia da essa. La conseguenza è che nessuno di essi può essere simile alla Terra.