2023

Illustrazione artistica dell'esopianeta Tahay / GJ 367 b (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’esopianeta GJ 367 b, o Gliese 367 b, formalmente conosciuto con il nome Tahay, che conclude che il suo nucleo è composto quasi completamente di ferro per una densità che è quasi doppia rispetto a quella della Terra. I ricercatori hanno anche annunciato la scoperta di altri due pianeti nel sistema della stella GJ 367, conosciuta formalmente come Añañuca, che potrebbero essere super-Terre.

Distante poco più di 30 anni luce dalla Terra, Añañuca è una nana rossa con massa e dimensioni poco inferiori a metà del Sole. Nel 2019 sono cominciate le osservazioni con il telescopio spaziale TESS della NASA e nel 2021 i dati raccolti hanno portato a esplorare la possibilità che un pianeta orbitasse molto vicino a questa stella, successivamente confermata con altri strumenti. L’anno di circa 7,7 ore di Tahay è il più breve tra quelli nel vicinato cosmico, uno dei motivi che l’ha reso interessante e meritevole di un nome proprio.

La capsua con i campioni dell'asteroide Bennu (Immagine NASA TV)

Poco fa i campioni prelevati sull’asteroide Bennu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA sono stati raccolti dal personale dell’agenzia spaziale americana nell’area del loro atterraggio, allo Utah Test and Training Range. Verranno trasportati al Johnson Space Center, la prima tappa di una serie di operazioni necessarie a processarli evitando la loro contaminazione. In questo studio, la NASA collabora con l’agenzia spaziale giapponese JAXA, che riceverà alcuni dei campioni per un confronto con quelli raccolti dalla propria sonda spaziale Hayabusa 2 sull’asteroide Ryugu e riportati sulla Terra nel dicembre 2020.

Arp 107 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra Arp 107, una coppia di galassie interagenti che stanno andando verso una collisione. Le due galassie, la galassia spirale UGC 5984 (o PGC 32620) e la galassia ellittica MCG +05-26-025 (o PGC 32628), finiranno questo processo in una fusione. UGC 5984 è una galassia di Seyfert, una classe caratterizzata da un nucleo galattico attivo che non impedisce di vedere il resto della galassia e linee spettrali che mostrano un’elevata ionizzazione. La coppia rappresenta un caso interessante di fase iniziale di una fusione galattica.

Il sistema HIP 81208 visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un oggetto che potrebbe essere un pianeta gigante gassoso o una nana bruna nel sistema HIP 81208. Un team di ricercatori ha analizzato dati dall’archivio delle osservazioni condotte con lo strumento SPHERE montato sul VLT in Cile scoprendo un oggetto che è stato catalogato come HIP 81208 Cb in orbita attorno alla più piccola delle due stelle di questo sistema binario. Una nana bruna era stata scoperta attorno alla stella più massiccia assieme alla stella più piccola e più lontana in un’analisi pubblicata qualche tempo fa anch’essa in un articolo su “Astronomy & Astrophysics”. La nuova scoperta rende HIP 81208 un cosiddetto sistema quadruplo gerarchico, il primo di questo tipo scoperto usando un sistema basato cattura di immagini dirette.

La navicella spaziale Soyuz MS-24 al decollo su un razzo Soyuz-2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz MS-24 ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale attraccando al modulo Rassvet. Era partita poco più di tre ore prima dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo tre nuovi membri dell’equipaggio. Come sta diventando sempre più comune anche nei viaggi con equipaggio, è stata utilizzata la rotta ultra-veloce che dimezza la durata del viaggio.

Oleg Kononenko e Nikolai Chub trascorreranno circa un anno sulla Stazione Spaziale Internazionale mentre Loral O’Hara vi trascorrerà circa sei mesi e tornerà sulla Terra con diversi compagni di viaggio. La Expedition 69 è quasi terminata dato che fra meno di due settimane i membri dell’equipaggio sulla Stazione da un anno torneranno sulla Terra segnando l’inizio della Expedition 70.