
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la prima osservazione di una coppia di protostelle nella nube molecolare di Perseo alimentate da un flusso di gas e composti vari che si sono formati nella nube madre. Un team di ricercatori guidato da Jaime Pineda del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) ha usato il Northern Extended Millimeter Array (NOEMA) per studiare il sistema binario protostellare catalogato come Per-emb-2 (IRAS 03292+3039). Hanno chiamato quel flusso di gas e composti streamer tracciandone il movimento dai confini della nube madre al suo nucleo, nelle vicinanze delle protostelle. Ciò aiuta anche a valutare meglio l’importanza dell’ambiente locale sulla formazione ed evoluzione di dischi nei sistemi in fase di formazione dai quali potrebbero nascere pianeti.
Lo studio delle condizioni in cui si possono formare nuove stelle in una nube molecolare è portato avanti da anni da molti scienziati grazie a strumenti sempre più potenti e sensibili. Osservazioni di stelle ancora in fase di formazione può fornire molti dati su quelle condizioni e sui processi in atto. Per-emb-2 (IRAS 03292+3039) è un sistema a circa 1.000 anni luce dalla Terra in cui due stelle si stanno formando insieme e in precedenti osservazioni ha mostrato variabilità e tremolii che l’hanno reso interessante agli occhi degli astronomi. Il team di Jaime Pineda, che include ricercatori di MPE e dell’Institut de Radioastonomie Millimétrique (IRAM) francese ha usato il radiotelescopio NOEMA nelle Alpi francesi per studiarlo meglio.
L’immagine in alto (Cortesia MPE. Tutti i diritti riservati) mostra l’area attorno al sistema Per-emb-2 (IRAS 03292+3039), indicato dal quadratino. L’immagine in basso (Cortesia MPE. Tutti i diritti riservati) mostra lo streamer che alimenta materiale chimicamente fresco alla protostella al centro dell’immagine. Le tre immagini usano diverse molecole come traccianti, indicate nell’angolo in alto a destra. Il codice dei colori è basato sull’intensità del segnale.
Le diverse molecole rilevate hanno permesso di misurare i movimenti del gas e scoprire lo streamer dalle regioni esterne dell’involucro che circonda il sistema delle protostelle fino ai materiali che formano il disco. Lo streamer ha una lunghezza che è circa 10.500 volte la distanza dalla Terra dal Sole, circa 1.500 miliardi di chilometri. Posizioni e velocità del gas sono state riprodotte in simulazioni che combaciano con le osservazioni, confermandone la correttezza.
C’è una sorta di serbatoio di materiale chimicamente fresco che lo streamer porta dalle regioni esterne. Esso potrebbe influenzare notevolmente la forma e i movimenti del gas nei giocani sistemi stellari. Le osservazioni di Per-emb-2 (IRAS 03292+3039) sono importanti per capire questo processo. Anche la composizione chimica del disco protoplanetario verrà influenzata dallo streamer. In sostanza, le possibilità che si formino composti organici dipenderà da quali materiali finiranno nei giovani sistemi.
C’è ancora molto da capire perché i ricercatori stanno vedendo un momento di un processo che può durare molto a lungo. Serviranno altre osservazioni, anche di altri sistemi stellari in formazione, per capire quanto possa andare avanti e quanto possa influenzare i nuovi pianeti, anche nelle possibilità che in futuro possano ospitare forme di vita.

