Massimo Luciani

Concetto artistico di nana rossa che interagisce magneticamente con un pianeta (Immagine cortesia Danielle Futselaar (artsource.nl))

Due articoli – uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” – riportano diversi aspetti della scoperta di emissioni di onde radio da parte di 19 nane rosse delle quali almeno 4 potrebbero essere originate dall’interazione con pianeti sconosciuti. Questo studio è basato su rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR per esaminare l’attività magnetica stellare di 19 nane rosse. Emissioni radio sono state rilevate anche da stelle antiche e inattive dal punto di vista magnetico. Anche dati raccolti dal telescopio spaziale TESS della NASA sono stati aggiunti per avere un quadro più completo di quell’attività. La spiegazione più probabile è che vi sia un’interazione con il campo magnetico di pianeti che però non sono stati rilevati.

L'Oggetto di Hamilton visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una soluzione a un mistero astronomico riguardante due galassie che sembravano l’immagine speculare l’una dell’altra e sono risultate essere due immagini della stessa galassia separate a causa di una lente gravitazionale. Un team di ricercatori guidato da Richard Griffiths dell’Università delle Hawaii a Hilo ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per ottenere informazioni sufficienti a capire la natura di quello che è stato chiamato Oggetto di Hamilton perché scoperto dall’astronomo Timothy Hamilton. Nel frattempo, una terza immagine della galassia era stata scoperta, visibile in un’altra area del cielo sempre grazie alla lente gravitazionale.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’esopianeta WASP-76b, un gioviano ultracaldo dove le condizioni potrebbero essere perfino più infernali di quanto si pensasse. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Gemini Nord per studiare WASP-76b, il caso che inaugura un progetto di mappatura di atmosfere planetarie alla Cornell University all’interno dell’indagine ExoGemS (Exoplanets with Gemini Spectroscopy Survey). La scoperta di calcio ionizzato in abbondanza indica che la temperatura nell’atmosfera è molto più alta rispetto alle stime precedenti o ci sono venti molto

La navicella spaziale Soyuz MS-19 si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-19 ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale. Era partita poco più di tre ore prima dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo tre nuovi membri dell’equipaggio. È stata utilizzata la rotta ultra-veloce che dimezza la durata del viaggio. L’attracco al modulo Rassvet della Stazione è avvenuto con circa 10 minuti di ritardo perché il sistema automatico Kurs ha avuto qualche problema e il cosmonauta Anton Shkaplerov ha dovuto pilotare manualmente la Soyuz MS-19.

Il disco protoplanetario nel sistema triplo di GW Orionis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul sistema triplo di GW Orionis, o semplicemente GW Ori, che sostiene che c’è almeno un esopianeta, che sarebbe il primo conosciuto che orbita attorno a tre stelle. Un team di ricercatori guidato da Jeremy Smallwood dell’Università del Nevada a Las Vegas ha esaminato le osservazioni degli anelli del disco protoplanetario di GW Ori condotte con il radiotelescopio ALMA. L’obiettivo era cercare di stabilire la causa della presenza di una regione vuota all’interno di uno di essi e la conclusione è che uno o più esopianeti si sono formati o si stanno formando.