Massimo Luciani

La navicella spaziale Crew Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 nel test SpX-DM1 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione SpX-DM1 (SpaceX Demonstration Mission 1) o SpaceX Demo-1. Dopo circa undici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per compiere la sua missione. Si tratta del primo test della navicella spaziale Crew Dragon con un viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale e ritorno. In questo caso non c’è nessuno a bordo ma se tutto andrà bene nel prossimo lancio ci sarà il primo trasporto di astronauti.

Bacino su Marte che poteva ospitare un lago (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research – Planets” riporta prove geologiche che sul pianeta Marte anticamente c’era un sistema di laghi sotterranei interconnessi e cinque di essi potevano contenere minerali fondamentali per la vita. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA per studiare quelli che oggi sono bacini, profondi crateri nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso, trovando le prove che anticamente ospitavano laghi.

MMS5/OMC-3 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Matsushita et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’analisi che ha portato a svelare l’origine di due flussi di gas provenienti dalla stella neonata MMS5/OMC-3. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa situazione che costituiva un mistero perché si tratta di due flussi molto diversi dato che uno è un deflusso lento mentre l’altro è un getto veloce e hanno concluso che si sono formati indipendentemente in diverse parti del disco di gas che circonda la stella.

Tracce di un antichissimo sistema fluviale su Marte

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di un antichissimo sistema di canali e valli fluviali vicino a un grande cratere con un diametro di oltre 450 chilometri a nord del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte ottenute grazie allo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. I segni del passaggio di flussi d’acqua si mescolano con i crateri provocati da impatti avvenuti tra 3,5 e 4 miliardi di anni fa in quell’area dell’emisfero meridionale marziano mostrando i diversi processi che erano in atto quando il pianeta rosso era giovane e molto più simile alla Terra.

Aree circolari e pozzi su Ultima Thule

La NASA e il Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory hanno pubblicato alcune fotografie dell’oggetto della fascia di Kuiper catalogato come 2014 MU69 e soprannominato Ultima Thule scattate dalla macchina fotografica LORRI della sonda spaziale New Horizons solo sei minuti prima del suo massimo avvicinamento. A soli 6.628 chilometri di distanza e alla sua velocità elevatissima, c’era il rischio di non riuscire a inquadrare perfettamente un oggetto così piccolo ma l’operazione è riuscita.