Astronomia / astrofisica

La testa del meccanismo TAGSAM

La NASA ha annunciato che la prima ispezione visiva del sistema TAGSAM della sonda spaziale OSIRIS-REx che nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ha catturato campioni del suolo dell’asteoride Bennu ha compiuto egregiamente il suo lavoro. In effetti, il problema sembra che il meccanismo ha catturato fin troppi materiali e, dopo che OSIRIS-REx si è allontanata da Bennu, essi hanno cominciato a fuoriuscire. Per questo motivo, il team che gestisce la missione ha deciso di saltare le varie operazioni che avrebbero permesso esami più significativi dei campioni per cercare di sigillarli nella Sample Return Capsule per riportarli sulla Terra.

Io e Giove

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Planetary Science Journal” riporta uno studio su Io, uno dei satelliti di Giove, che riguarda in particolare i suoi vulcani. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Imke de Pater dell’università di Berkeley, negli USA, ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare l’atmosfera di Io quando entra ed esce dall’ombra di Giove, un fenomeno che viene chiamato eclissi. Ciò perché durante un’eclissi non riceve luce solare, le temperature calano al punto che solo l’anidride solforosa emessa dai vulcani è abbastanza calda da non solidificarsi. La conclusione è che tra il 30% e il 40% dell’atmosfera di Io è generato dall’attività vulcanica. I ricercatori hanno anche rilevato che alcuni vulcani emettono non composti di zolfo bensì cloruro di potassio.

Concetto artistico di OSIRIS-REx mentre scende sul suolo di Bennu (Immagine NASA/Goddard/University of Arizona)

Poche ore fa la sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA è scesa sulla superficie dell’asteroide Bennu per prelevare campioni di suolo in quello che è stato chiamato TAG (Touch-And-Go). L’area selezionata è in un cratere che è stato chiamato Nightingale del diametro di circa 16 metri nell’emisfero nord di Bennu. L’operazione è stata compiuta in modo totalmente automatico perché c’è un ritardo di 18,5 minuti nelle comunicazioni dovuto al fatto che OSIRIS-REx è a circa 334 milioni di chilometri dalla Terra. Se l’esito sarà soddisfacente, questa parte della missione sarà conclusa.

Arp 283 (NGC 2799 ed NGC 2798) (Immagine ESA/Hubble & NASA, SDSS, J. Dalcanton Acknowledgement: Judy Schmidt (Geckzilla))

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble ritrae Arp 283, che non è un singolo oggetto bensì una coppia di galassie classificate come NGC 2798 (sulla destra) ed NGC 2799 (sulla sinistra). L’astronomo Halton Arp inserì questa coppia nel suo catalogo delle galassie peculiari perché si tratta di due galassie interagenti, il che significa che sono influenzate dalla reciproca forza di gravità. Arp 283 è stata paragonata a una tromba marina con stelle di NGC 2799 che sembrano cadere verso NGC 2798 come gocce d’acqua. In un lontano futuro, le due galassie potrebbero fondersi.

Betelgeuse vista dallo strumento SPHERE nel dicembre 2019 (Immagine ESO/M. Montargès et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio della stella Betelgeuse che conclude che è più piccola e più vicina alla Terra rispetto alle misurazioni precedenti. Un team di ricercatori guidato dalla dottoressa Meridith Joyce della Australian National University (ANU) ha usato osservazioni condotte usando lo strumento SMEI del satellite Coriolis prima che cominciasse a perdere luminosità e tre diversi metodi di modellazione per concludere che il suo raggio è di circa 764 volte quello del sole, la sua massa è tra 16,5 e 19 volte quella del Sole e la sua distanza è di circa 548 anni luce dalla Terra.