Astronomia / astrofisica

Filamenti (in blu) che collegano le galassie (in bianco) del protoammasso SSA22 (Immagine cortesia Hideki Umehata)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta di massicci filamenti di gas tra le galassie di un protoammasso catalogato come SSA22 distante circa 12 miliardi di anni luce dalla Terra. Un team di ricercatori coordinato dal RIKEN Cluster for Pioneering Research ha usato lo spettrografo MUSE montato sul VLT in Chile e la Suprime-Cam sul telescopio Subaru per mappare quei filamenti, che si estendono per oltre 3 milioni di anni luce. Osservazioni mirate che hanno fornito ulteriori dettagli sono state condotte con il radiotelescopio ALMA e il telescopio Keck. Il gas dei filamenti può alimentare la formazione stellare e la crescita di buchi neri supermassicci nel protoammasso. L’osservazione di quei processi può fornire nuove informazioni sull’evoluzione delle galassie.

Nuovi composti organici scoperti su Encelado, una delle lune di Saturno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’individuazione di composti organici su Encelado, la luna di Saturno diventata celebre nel decennio scorso dopo la scoperta di un oceano sotterraneo. Un team di ricercatori guidato da Nozair Khawaja ha usato dati raccolti dallo strumento Cosmic Dust Analyzer (CDA) della sonda spaziale Cassini per individuare all’interno di granelli di ghiaccio provenienti dalla superficie di Encelado composti che potrebbero essere (di)metilammina, etilammina e carbonili. Non sono i primi composti organici che si formano su Encelado e rappresentano un’altra scoperta interessante nella ricerca di forme di vita su quella luna.

Il protoammasso z66OD con le galassie nei riquadri (Immagine cortesia NAOJ/Harikane et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un protoammasso galattico risalente a circa 13 miliardi di anni fa. Un team di astronomi guidato da Yuichi Harikane del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ), ha usato i telescopi Subaru, Keck e Gemini per trovare un gruppo di 12 galassie primordiali tra cui una gigante soprannominata Himiko che formano un precursore degli odierni ammassi galattici catalogato come z66OD. Il suo studio aiuterà a capire meglio l’evoluzione di queste strutture cosmiche e le influenze tra le galassie che le formano, soprattutto quelle più massicce.

Concetto artistico di evento di distruzione mareale (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio di un evento catalogato come ASASSN-19bt in cui un buco nero supermassiccio ha distrutto una stella che gli si è avvicinata troppo. Un team di ricercatori guidato da Patrick Vallely e Tom Holoien ha scoperto l’inizio dell’evento grazie alla rete ASAS-SN, ha ottenuto osservazioni grazie al telescopio spaziale TESS della NASA, che era puntato su quell’area, e ha condotto osservazioni mirate usando i telescopi spaziali Swift della NASA e XMM-Newton dell’ESA e la rete di Osservatori Las Cumbres al suolo.

La nebulosa proroplanetaria AFGL 4104 o Roberts 22 (Immagine NASA, ESA, and R. Sahai (Jet Propulsion Laboratory))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sull’importanza dell’espulsione di materiali da parte delle stelle nelle ultime fasi della loro vita nella formazione di forme di vita come quelle terrestri. Il Professor Michael Smith e lo studente Igor Novikov dell’Università britannica del Kent hanno compiuto una serie di simulazioni al computer di processi in atto nelle nebulose protoplanetarie ottenendo risultati che offrono indizi importanti sul riciclaggio di materiali generati nelle stelle ed espulsi nello spazio interstellare.