Astronomia / astrofisica

Rappresentazione delle caratteristiche principali degli esopianeti del sistema TOI 270 (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Scott Wiessinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa indicata nella ricerca come TOI (Tess Object of Interest) 270 perché è stata studiata utilizzando il telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra e di due mini-Nettuno, tutti con orbite molto vicine alla loro stella. Un team di ricercatori che ne include due dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino, Frosinone, ha usato osservazioni compiute da TESS e successive osservazioni mirate di altri telescopi per confermare l’esistenza dei tre esopianeti e fornire alcune stime delle loro caratteristiche, utili anche perché i due mini-Nettuno potrebbero fornire informazioni per capire i meccanismi di formazione di pianeti di quel tipo ma anche di quelli rocciosi.

Rappresentazione artistica di pianeta gassoso in un sistema binario (Immagine NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di un esopianeta gassoso nel sistema binario DS Tuc grazie all’uso del telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di astronomi coordinato dal Dartmouth College del New Hampshire, USA, che ha coinvolto anche l’Osservatorio astronomico di Campo Catino di Frosinone, ha condotto questa ricerca sull’esopianeta chiamato DS Tuc Ab, che ha un’età stimata di circa 45 milioni di anni, una sorta di preadolescente. Ha completato la sua crescita ma è ancora in una fase in cui avvengono cambiamenti, tutte informazioni utili per capire la formazione e l’evoluzione dei pianeti.

LTT 1445 o LTT 1445ABC (Immagine NASA / ESA / Hubble)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la scoperta di una super-Terra che è stata catalogata come LTT 1445Ab grazie al telescopio spaziale TESS della NASA in una ricerca coordinata dall’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Questo esopianeta orbita attorno a una nana rossa e dalle stime sembra troppo vicino a essa per avere il potenziale per ospitare forme di vita simili a quelle terrestri ma è interessante perché quella stella ha due compagne, sempre nane rosse, e orbita attorno a esse.

Usare giganti rosse per stimare la velocità di espansione dell’universo

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un nuovo tentativo di calcolare la velocità di espansione dell’universo, questa volta utilizzando come riferimento le stelle giganti rosse. Un team di ricercatori coordinati da Carnegie Institution for Science e Università di Chicago e guidato dall’astronoma Wendy Freedman ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per effettuare quel calcolo. Il risultato ha un picco di probabilità a 69,8 km/s per megaparsec, una via di mezzo tra i valori calcolati usando i due metodi che hanno fornito valori discrepanti.

Una spiegazione alla scarsa presenza di oro e altri elementi rari sulla Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” offre una possibile spiegazione della notevole differenza nella presenza di alcuni elementi chimici sulla Terra e sulla Luna accettando comunque la teoria dell’origine comune in seguito a un impatto con la Terra primordiale. Un team di ricercatori ha eseguito una serie di simulazioni degli impatti che potrebbero essere avvenuti sulla Luna durante la prima fase della sua storia concludendo che la ritenzione degli elementi classificati come altamente siderofili è iniziata 4,35 miliardi di anni fa, all’epoca in cui la maggior parte del magma che copriva la superficie lunare si solidificò.