Astronomia / astrofisica

Possibili lune in formazione attorno all'esopianeta PDS 70 c

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta l’osservazione di quello che viene interpretato come un disco circumplanetario nel sistema della giovane stella PDS 70. Un team di ricercatori guidato da Andrea Isella della Rice University di Houston, in Texas, ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le emissioni di quel disco che circonda l’esopianeta PDS 70 c e secondo gli astronomi è del tipo che controlla la formazione di pianeti e di un sistema di lune come quelle attorno al pianeta Giove.

Il telescopio spaziale Spektr-RG al decollo su un razzo Proton (Immagine cortesia Roscosmos)

Poco più di due ore fa il telescopio spaziale Spektr-RG è stato lanciato su un razzo vettore Proton dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa due ore si è separato dallo stadio superiore del razzo per dirigersi verso il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Il telescopio spaziale Spektr-RG (Spektr-Roentgen Gamma, SRG) è un progetto nato da una collaborazione delle agenzie spaziali Roscosmos per la Russia e DLR per la Germania per l’osservazione del cielo a raggi X. Questo tipo di astronomia è rimasto un po’ azzoppato dalla fine molto prematura della missione giapponese Hitomi mentre i telescopi spaziali Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA sono ancora attivi ma si tratta di missioni iniziate ormai vent’anni fa.

La galassia NGC 3147 (Immagine ESA/Hubble & NASA, A. Riess et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta uno studio su un buco nero supermassiccio circondato da un disco di materiali che ha rivelato caratteristiche inaspettate. Un team di ricercatori guidato da Stefano Bianchi dell’Università degli Studi Roma Tre che include ricercatori di INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare il nucleo della galassia NGC 3147 scoprendo un disco piccolo e tenue, una versione ridotta dei grandi dischi tipici dei nuclei galattici attivi, una struttura che non dovrebbe esistere. La scoperta rappresenta una nuova opportunità per testare alcuni effetti relativistici ma potrebbe costringere gli astronomi a rivedere certi modelli sui nuclei galattici attivi.

Foto scattata dallo strumento ONC-W1 durante la discesa su Ryugu (Foto cortesia JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 ha toccato il suolo dell’asteroide Ryugu per raccogliere alcuni campioni di sottosuolo che verranno trasportati sulla Terra. Si tratta del secondo tentativo dei tre possibili all’inizio della missione. Dopo il primo prelievo compiuto il 22 febbraio 2019, L’agenzia spaziale giapponese JAXA aveva deciso di procedere con un secondo tentativo in un’altra area per poi terminare lo studio di Ryugu e tornare sulla Terra con i campioni prelevati.

Usare fusioni di stelle di neutroni per stimare la velocità di espansione dell'universo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’utilizzo di osservazioni della fusione tra due stelle di neutroni registrata il 17 agosto 2017 per cercare di calcolare il valore della costante di Hubble, che misura la velocità di espansione dell’universo. Quell’evento è il più celebre tra quelli registrati finora alle onde gravitazionali per l’importanza che ha avuto per la cosiddetta astronomia multimessaggero ma si è già rivelato utile anche per offrire un ulteriore modo per misurare l’espansione dell’universo che è alternativo a due che stanno fornendo risultati discrepanti.