Astronomia / astrofisica

Concetto artistico dell'esopianeta HR 8799 e (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta la prima osservazione diretta di un esopianeta utilizzando la tecnica dell’interferometria ottica. La collaborazione GRAVITY, chiamata così perché i ricercatori che vi appartengono gestiscono i lavori dello strumento con lo stesso nome installato sul Very Large Telescope Interferometer (VLTI) dell’ESO, ha osservato l’esopianeta HR 8799 e, un super-gioviano che ha un’atmosfera che contiene nubi ricche di ferro e silicati che si muovono vorticosamente in una tempesta che attraversa l’intero pianeta.

Concetto artistico di Giove con i suoi troiani (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di una ricerca sulla migrazione dei pianeti gassosi del sistema solare e in particolare sugli spostamenti di Giove. Un team di ricercatori guidato da Simona Pirani, dottoranda in astronomia all’Università svedese di Lund, ha creato una serie di simulazioni al computer per cercare di spiegare l’asimmetria negli asteroidi troiani di Giove, data dal fatto che ci sono circa il 50 per cento in più di troiani davanti al pianeta rispetto a quanti ce ne siano dietro. Il risultato è che essa può essersi verificata se Giove si è formato a una distanza dal Sole quattro volte maggiore di quella attuale per poi avvicinarsi e attraendo a sé gli asteroidi in modo asimmetrico.

L'asteroide Ryugu (Immagine cortesia Seiji Sugita et al., Science)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Science” descrivono altrettante ricerche sull’asteroide Ryugu. Tre team di ricercatori hanno usato i dati raccolti dalla sonda spaziale Hayabusa2 dell’agenzia spaziale giapponese JAXA per ottenere le prime descrizioni precise delle caratteristiche di Ryugu e in particolare la sua geologia. Il ritratto che viene fuori è quello di un asteroide poroso che contiene minerali idrati e allo stesso tempo pochissima acqua. Probabilmente è formato da una parte dei detriti di un asteroide più grande andato distrutto.

La galassia MACS0416_Y1 vista da ALMA e Hubble (ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NASA/ESA Hubble Space Telescope, Tamura, et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive uno studio sulla galassia MACS0416_Y1. Un team di ricercatori guidato dal professor Yoichi Tamura dell’Università giapponese di Nagoya ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare una galassia che vediamo com’era circa 13,2 miliardi di anni fa. La scoperta sorprendente è la quantità notevole di polvere interstellare presente al suo interno, spiegata con due intensi periodi di formazione stellare avvenuti circa 300 milioni e 600 milioni di anni dopo il Big Bang con una fase di tranquillità tra di essi.

L'asteroide Bennu ha rivelato varie sorprese

Sette articoli pubblicati sulle riviste “Nature”, “Nature Astronomy”, “Nature Geoscience” e “Nature Communications” riportano una serie di risultati di ricerche sull’asteroide Bennu. Centinaia di scienziati hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA per studiare in particolare vari aspetti della geologia di Bennu. I risultato saranno utili in vari altri studi, da quelli sull’origine dei mattoni della vita che hanno seminato la Terra a quelli sulla formazione del sistema solare, inclusi alcuni pratici come la ricerca di un’area su cui OSIRIS-REx possa scendere per prelevare campioni alle valutazioni della pericolosità di asteroidi come Bennu.