Astronomia / astrofisica

Scoperto un sistema binario formato da stelle neonate di massa elevata

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la prima osservazione di un sistema binario formato da stelle neonate di massa elevata. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare una regione di formazione stellare catalogata come IRAS07299-1651 dove una nube di gas e polveri sta collassando aggiungendo materiali a due protostelle che hanno masse simili per un totale di almeno 18 masse solari e devono ancora raggiungere uno stato di stabilità. Le osservazioni indicano che questa coppia sia nata dalla divisione di un singolo disco di gas e polveri e ora ognuna delle due protostelle è circondata dal proprio disco.

Il lander InSight visto dal TGO (Immagine ESA/Roscosmos/CaSSIS, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato una serie di fotografie scattate dalla macchina fotografica CaSSIS della sonda spaziale TGO, parte della missione ExoMars gestita assieme all’agenzia spaziale russa Roscosmos. CaSSIS ha individuato sulla superficie di Marte il lander InSight della NASA assieme allo scudo termico, al guscio posteriore che lo proteggeva durante la discesa e il paracadute. Nel corso della sua missione, CaSSIS ha anche catturato immagini straordinarie di varie aree del pianeta rosso mostrando l’ottimo potenziale per aiutare i ricercatori nei loro studi.

83 quasar scoperti nell'universo primordiale

5 articoli pubblicati sulle riviste “The Astrophysical Journal Letters”, “The Astrophysical Journal” (qui e qui), “The Astrophysical Journal Supplement Series” (a pagamento, è disponibile qui) e “Publications of the Astronomical Society of Japan” descrivono vari aspetti della scoperta di 83 nuovi quasar risalenti a circa 13 miliardi di anni fa, studiati assieme ad altri 17 quasar di quell’epoca che erano già conosciuti. Un team di ricercatori guidato da Yoshiki Matsuoka, ora all’Università giapponese di Ehime, ha usato la Hyper Suprime-Cam (HSC), uno strumento montato sul telescopio Subaru del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) alle Hawaii. Quei quasar sono alimentati da buchi neri supermassicci e il loro studio aiuterà a perfezionare i nostri modelli cosmologici.

Concetto artistico di Kepler-62f, una super-Terra che orbita attorno a una stella di classe K (Immagine NASA Ames/JPL-Caltech/Tim Pyle)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” offre considerazioni sui possibili vantaggi nella ricerca di firme biologiche come la presenza di ossigeno e metano su esopianeti che orbitano attorno a stella di classe K, un po’ più piccole del Sole. Giada Arney del Goddard Space Flight Center della NASA ha cercato di scoprire come potrebbero apparire le firme biologiche e quindi i segnali della presenza di forme di vita su un esopianeta in quel tipo di sistema creando una serie di simulazioni informatiche per capire dove cercare tracce di ossigeno e metano.

Concetto artistico del sistema di Kepler-1658 (Immagine cortesia Gabriel Perez Diaz/Instituto de Astrofísica de Canarias)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” offre le prove che confermano l’esistenza dell’esopianeta Kepler-1658b quasi dieci anni dopo la rilevazione delle sue prime tracce da parte del telescopio spaziale Kepler della NASA, che lo resero il primo candidato scoperto nella sua missione. Un team di ricercatori guidato da Ashley Chontos, una studentessa dell’Università delle Hawaii, ha riesaminato i dati raccolti dopo quella prima rilevazione usando anche la tecnica dell’astrosismologia per confermare che quel pianeta esiste davvero. I risultati sono stati anche presentati nei giorni scorsi alla Kepler/K2 Science Conference tenuta a Glendale, in California.