Astronomia / astrofisica

Rappresentazione artistica del sistema HD 131399 con il suo pianeta e le tre stelle (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta dell’esopianeta HD 131399Ab, il primo mai trovato in un sistema con ben tre soli. Un team di astronomi guidati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato lo strumenti SPHERE montato sul VLT dell’ESO per ottenere un’immagine diretta di HD 131399Ab e delle tre stelle del suo sistema. Gli scienziati pensavano che quel tipo di orbita fosse instabile ma questo caso sembra contraddire quell’idea.

Un modellino della sonda spaziale Juno con un'immagine di Giove sullo sfondo (Foto NASA/Aubrey Gemignani)

La NASA ha confermato che la sonda spaziale Juno si è correttamente inserita nell’orbita del pianeta Giove. Nelle ultime ore ha compiuto una serie di manovre per raggiungere la traiettoria e la velocità corrette per essere catturata dalla gravità gioviana. I segnali radio di Juno impiegano in questo periodo circa 48 minuti per raggiungere la Terra ma alla fine è arrivata la conferma che la sonda è in orbita e i suoi pannelli solari sono correttamente puntati verso il Sole.

Giove visto agli infrarossi dal VLT (Immagine ESO/L. Fletcher)

All’incontro nazionale di astronomia della Royal Astronomical Society del Regno Unito in svolgimento a Nottingham sono state presentate nuove immagini agli infrarossi del pianeta Giove ottenute con lo strumento VISIR installato sul VLT dell’ESO. Esse aiuteranno a capire meglio l’atmosfera di Giove in occasione dell’arrivo della sonda spaziale Juno della NASA, previsto per il 4 luglio 2016.

Il cratere Occator visto dall'alto e in vista prospettica con in rosso la massima concentrazione di carbonati (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/ASI/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una nuova ricerca sulle celebri macchie bianche nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Secondo un team guidato da Maria Cristina De Sanctis, INAF – IAPS, il minerale più abbondante è il carbonato di sodio. Si tratta di un risultato sorprendente perché si tratta di un sale che sulla Terra abbonda nelle sorgenti idrotermali e ciò rilancia l’ipotesi della presenza di acqua liquida nel sottosuolo di Cerere.

Concetto artistico della Terra primordiale (Immagine cortesia Simone Marchi (SwRI). Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” descrive una ricerca sul possibile collegamento tra il bombardamento primordiale di meteoriti sulla Terra e la nascita di forme di vita. Secondo un team di ricercatori diretto da Simone Marchi del Southwest Research Institute di Boulder, nel Colorado, negli USA, i meteoriti che hanno colpito la Terra nel corso del suo primo miliardo di anni di vita hanno generato un effetto serra sufficiente a mantenere l’acqua allo stato liquido, permettendo la nascita della vita.