Astronomia / astrofisica

Rappresentazione artistica di stelle che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (Immagine ESO/L. Calçada)

L’ESO ha comunicato il successo della prima osservazione effettuata utilizzando il nuovo strumento GRAVITY montato sul VLT (Very Large Telescope). Esso è operativo su tutti i quattro telescopi UT da 8,2 metri del VLT e i test di osservazione di una regione vicina al centro della Via Lattea mostrano che sta funzionando in maniera eccellente per fornire osservazioni di elevata qualità.

Faglie sulla superficie di Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Geophysical Research Letters” rilancia la teoria dell’esistenza di un oceano sotterraneo di acqua liquida su Plutone. Un’analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il passaggio ravvicinato del 14 luglio 2015 effettuata da Noah Hammond, graduate student alla Brown University di Providence, nel Rhode Island, negli USA, offre qualche indizio a supporto di questa sorprendente possibilità.

Gli ioni (in blu) vengono attirati dagli elettroni (in rosso) e spinti fuori dall'atmosfera (Immagine ESA–C. Carreau)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive la scoperta di un vento elettrico su Venere che accelera gli atomi ionizzati dell’idrogeno e dell’ossigeno che compongono le molecole d’acqua a una velocità tale che si disperdono nello spazio. Un team di scienziati guidato da Glyn Collinson, scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, ha analizzato i dati dello strumento ASPERA-4 della sonda spaziale Venus Express dell’ESA per scoprire questo vento generato dal campo elettrico di Venere.

Caronte, Notte e Idra (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato un’analisi comparativa delle rilevazioni spettrali di tre lune del pianeta nano Plutone che provano che in particolare Notte (Nyx) ma anche Idra (Hydra) hanno una superficie coperta di ghiaccio d’acqua. Lo strumento LEISA della sonda spaziale New Horizons ha effettuato le rilevazioni nel corso del passaggio ravvicinato del 14 luglio 2015. Purtroppo la posizione delle altre due piccole lune, Stige (Styx) e Cerbero (Kerberos) in quelle ore non hanno permesso rilevazioni spettrali.

Vari schemi delle onde gravitazionali rilevate dall'esperimento LIGO (Immagine cortesia esperimento LIGO)

Durante una conferenza stampa al meeting dell’American Astronomical Society a San Diego, è stata annunciata la seconda rilevazione di onde gravitazionali provenienti dalla fusione di due buchi neri da parte dell’esperimento LIGO. Si tratta di un evento diverso dal primo, storico, annunciato l’11 febbraio 2016: stavolta la fusione è avvenuta circa 1,4 miliardi di anni fa ed è stata rilevata sulla Terra il 26 dicembre 2015. L’evento è descritto anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”.