Astronomia / astrofisica

Il telescopio spaziale Hubble ha osservato la galassia Z 229-15 e la sua peculiare combinazione di caratteristiche

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia Z 229-15. Una combinazione degli strumenti Advanced Camera for Surveys (ACS) e Wide Field Camera 3 (WFC3) con tre filtri diversi è stata usata per ottenere osservazioni che includono emissioni ultraviolette, ottiche e nell’infrarosso vicino. Z 229-15 è una galassia che sfugge a semplici criteri di classificazione perché ha un insieme di caratteristiche che non si trovano normalmente assieme. Il risultato è che corrisponde a diverse definizioni mostrando come a volte classi e sottoclassi di galassie non hanno confini precisi ma ci possono essere intersezioni che rendono valide diverse classificazioni.

Gli anelli di polvere generati dal lampo gamma GRB221009A visti dal telescopio spaziale XMM-Newton (Immagine ESA/XMM-Newton/M. Rigoselli (INAF))

Un numero speciale della rivista “The Astrophysical Journal Letters” è dedicato al lampo gamma catalogato come GRB221009A, indicato fin dalle prime stime delle sue caratteristiche come il lampo gamma del secolo. Diversi team di ricercatori hanno condotto vari tipi di analisi dei dati raccolti da molti strumenti che hanno rilevato in parecchie bande elettromagnetiche le emissioni provenienti da GRB221009A e dal cosiddetto afterglow, cioè i residui delle sue emissioni. L’enorme mole di dati indica che si tratta del più potente lampo gamma mai osservato e offre nuove informazioni su questi fenomeni estremamente energetici. In questo caso, si è trattato di un lampo gamma lungo, probabilmente generato dal collasso del nucleo di una stella massiccia e dalla successiva nascita di un buco nero.

Il protoammasso galattico attorno alla Galassia Ragnatela con il gas del mezzo intra-ammasso in blu (Immagine ESO/Di Mascolo et al.; HST: H. Ford)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio sulla formazione di un ammasso di galassie primordiale, osservato nelle sue fasi iniziali. Un team di ricercatori guidato Luca Di Mascolo dell’Università di Trieste ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare il mezzo intra-ammasso, il gas che permea il protoammasso attorno alla galassia MRC 1138-262, conosciuta ocme Galassia Ragnatela, e ha una massa complessiva maggiore di quella delle galassie che lo formano. Le osservazioni del mezzo intra-ammasso in ammassi in fase di formazione sono scarse e ciò rende quelle osservazioni preziose per capire i processi di formazione degli ammassi galattici.

Fotografie della protostella IRAS20126+4104 e dei suoi getti di materiali scattate nel 2012 e nel 2020 usando gli strumenti FLAO/PISCES e SOUL/LUCI1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla protostella massiccia catalogata come IRAS20126+4104 che ha ottenuto la misurazione della velocità dei getti di materiali che vengono espulsi a circa 100 km/h. Un team di ricercatori uidato da Fabrizio Massi dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Arcetri ha usato lo strumento SOUL installato sul Large Binocular Telescope (LBT) per ottenere i dettagli necessari a misurare gli spostamenti avvenuti rispetto a immagini d’archivio risalenti al 2003 e al 2012. Questo risultato aiuta a capire meglio i processi di formazione delle stelle massicce.

Ryugu, la sonda spaziale Hayabusa 2 e le molecole di uracile e vitamina B3

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di uracile, una delle basi dell’RNA, e niacina, cioè vitamina B3, nei campioni dell’asteroide Ryugu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale giapponese Hayabusa 2. Un team di ricercatori guidato da Yasuhiro Oba dell’Università giapponese di Hokkaido ha sviluppato una tecnica analitica per identificare composti in concentrazioni comprese tra le parti per miliardo e le parti per migliaio di miliardi per analizzare poco più di 5 grammi di campioni.