Sonde spaziali

Stephen Hawking con la figlia Lucy nel 2008 in occasione del cinquantesimo anniversario della NASA (Immagine NASA/Paul Alers)

Ieri, in una conferenza stampa, l’imprenditore russo Yuri Milner ha annunciato ufficialmente il progetto Starshot che ha lo scopo di costruire sonde interstellari. L’idea è di creare piccolissime sonde con una vela spinta da un laser azionato dalla Terra in modo che possano raggiungere il 20% della velocità della luce per raggiungere il sistema di Alpha Centauri in poco più di vent’anni. Il fisico Stephen Hawking e il creatore di Facebook Mark Zuckerberg appoggiano il progetto.

Mappa di Titano con il cratere Sinlap nel riquadro osservati a diverse lunghezze d'onda (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/LPGNantes)

Alla 47^ Lunar and Planetary Science Conference tenuta la scorsa settimana a The Woodlands, in Texas, sono state presentate le ultime novità riguardanti le montagne di Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. La NASA ha anche presentato i progressi fatti nella creazione di mappe di questa luna, un lavoro che deve superare varie difficoltà. Tutti questi lavori sono basati sui dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini.

Mappa globale a colori della superficie di Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Alla 47^ Lunar and Planetary Science Conference tenuta la scorsa settimana a The Woodlands, in Texas, sono stati presentati nuovi risultati delle analisi dei dati sul pianeta nano Cerere raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA. Alcuni scienziati che lavorano alla missione hanno presentato una nuova mappa a colori della superficie di Cerere e nuove foto dettagliatissime del cratere Occator, celebre per la presenza delle più grandi tra le macchie bianche, ma anche di altri crateri interessanti, in particolare Oxo, dove è stata trovata acqua.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive un’analisi effettuata sui dati raccolti dallo strumento ROSINA della sonda spaziale Rosetta dell’ESA che ha permesso di stabilire che il ghiaccio presente sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha una forma cristallina. Può sembrare un problema banale, invece tale natura implica il fatto che si sia originato nella nebulosa protosolare e abbia la stessa età del sistema solare.