Sonde spaziali

Immagine a falsi colori del cratere Occator che fa risaltare le macchie bianche (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Due studi pubblicati sulla rivista “Nature” hanno offerto nuove informazioni interessanti sul pianeta nano Cerere. Grazie ad analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA gli autori di questi studi sostengono che le misteriose macchie bianche sono composte da sali e che su Cerere ci siano argille ricche di ammoniaca. La spiegazioni riguardante i materiali che compongono le macchie bianche potrebbe risolvere un mistero mentre la presenza di ammoniaca ne crea un altro, legato all’origine di questo pianeta nano.

Concetto artistico della sonda spaziale Akatsuki nell'orbita di Venere (Immagine cortesia JAXA. Tutti i diritti riservati)

La JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, ha confermato che la sua sonda spaziale Akatsuki ha compiuto con successo le manovre che l’hanno inserita nell’orbita del pianeta Venere. Queste manovre sono avvenute esattamente cinque anni dopo il fallimento del primo tentativo. L’orbita è notevolmente diversa da quella prevista per la missione e gli ingegneri della JAXA stanno la valutando con precisione per programmare alcune manovre aggiuntive. C’è comunque ottimismo riguardo alla possibilità di compiere la missione scientifica per cui Akatsuki è stata costruita.

Una delle fotografie ad altissima risoluzione di Sputnik Planum su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato le prime fotografie ad altissima risoluzione di una piccola area della superficie del pianeta nano Plutone. Si tratta di immagini catturate dalla sonda spaziale New Horizons durante lo straordinario volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Nei mesi scorsi la NASA aveva già ricevuto fotografie ad alta risoluzione ma queste fanno parte di una serie di scatti che aveva lo scopo di catturare i dettagli della superficie di Plutone, in questo caso dell’area chiamata Sputnik Planum.

La sonda spaziale LISA Pathfinder al decollo su un razzo vettore Vega (Foto ESA–Stephane Corvaja)

Nella notte italiana la sonda spaziale LISA Pathfinder dell’ESA è stata lanciata con successo su un razzo vettore Vega dal centro spaziale di Kourou nella Guiana francese. Dopo circa un’ora e 45 minuti si è separata dall’ultimo stadio del razzo e si è attivata per cominciare il suo lungo viaggio grazie al proprio modulo di propulsione.

LISA Pathfinder è entrata in un’orbita ellittica dove effettuerà una serie di manovre che nell’arco di alcune settimane la porteranno nell’area chiamata L1, dove la gravità della Terra e quella del Sole si equilibrano con le altre forze che agiscono sulla sonda. Il modulo di propulsione verrà disconnesso dopo aver esaurito la sua funzione e la sonda rimarrà nell’area L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Schema degli scambi di carbonio su Marte e dei processi di perdita nella sua atmosfera (Immagine Lance Hayashida/Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre una spiegazione alla perdita di carbonio subita dall’atmosfera del pianeta Marte. Un team di scienziati del CalTech (California Institute of Technology) e del Jet Propulsion Laboratory della NASA ha studiato i dati disponibili concentrandosi sul problema del carbonio perché ne è rimasto meno del previsto anche tenendo in considerazione i recenti risultati sulla perdita di atmosfera del pianeta rosso.