Telescopi

Concetto artistico di super-Terra con la sua stella sullo sfondo (Immagine cortesia M. Weiss/CfA)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di una super-Terra nel sistema di HD 164922, una stella poco più piccola e poco meno massiccia del Sole. Un team di ricercatori guidato da Serena Benatti dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Palermo ha usato lo spettrografo HARPS-N installato al Telescopio nazionale Galileo dell’INAF, sulle Isole Canarie, per raccogliere i dati che, uniti ad altri raccolti in precedenza con altri strumenti, hanno permesso di scoprire l’esopianeta designato come HD 164922d. Sempre più spesso le scoperte di esopianeti vengono compiute grazie a software di analisi automatica di dati rilevati da vari telescopi ma in questo caso si tratta del premio alla tenacia di astronomi che hanno messo assieme i dati di anni di osservazioni compiute con vari strumenti.

Lampo radio veloce attraversa gas intergalattico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta una misurazione della quantità della cosiddetta materia barionica, la materia ordinaria, nell’universo analizzando le caratteristiche dei lampi radio veloci. Un team di ricercatori guidato dal professor Jean-Pierre Macquart della Curtin University, centro dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), ha utilizzzato rilevazioni compiute usando il radiotelescopio ASKAP, il quale ha permesso di determinare la posizione dei lampi nelle galassie d’origine con notevole precisione. Analizzandone le caratteristiche è stato possibile determinare la densità di materia tra il punto d’origine e la Terra.

La galassia R5519 (Immagine cortesia Tiantian Yuan/Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta lo studio di un tipo di galassia molto raro, definito un anello cosmico di fuoco. Un team di ricercatori guidato dal dottor Tiantian Yuan dell’ARC Centre of Excellence for All Sky Astrophysics in 3 Dimensions (ASTRO 3D), in Australia, ha usato immagini spettroscopiche ottenute all’Osservatorio Keck alle Hawaii e immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble per identificare la strana struttura della galassia ufficialmente designata come R5519. È una galassia molto antica e la sua scoperta potrebbe richiedere nuove modifiche ai modelli correnti di formazione galattica.

Wolfe Disk vista da ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulla galassia soprannominata Wolfe Disk che mostra che si è formata molto presto, al punto che aveva già la forma di una galassia a disco circa 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia e trovare le prove delle sue caratteristiche che la rendono la più antica con un disco in rotazione trovata finora. La sua esistenza così presto nella storia dell’universo rappresenta un problema per i modelli di formazione galattica attuali.

Il disco protoplanetario di AB Aurigae visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta prove dell’esistenza di un pianeta in formazione nel disco protoplanetario che circonda la giovanissima stella AB Aurigae. Un team di ricercatori guidato da Anthony Boccaletti, dell’Osservatorio di Parigi, Università Psl, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per trovare le tracce di quello che potrebbe essere un pianeta. SPHERE scatta foto reali degli oggetti perciò se la scoperta fosse confermata si tratterebbe della prima prova diretta di un pianeta visto mentre si sta formando.