Telescopi

MAMBO-9 è una galassia polverosa lontana 13 miliardi di anni luce

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su una galassia primordiale polverosa conosciuta come MAMBO-9. Un team di ricercatori guidato da Caitlin Casey dell’Università del Texas a Austin ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia distante circa 13 miliardi di anni luce e il suo ritmo di formazione stellare molto superiore a quello della Via Lattea. Le osservazioni hanno permesso di appurare che in realtà si tratta di due galassie nel corso di una fusione. Tutto ciò è utile per capire il ruolo di galassie polverose come quella nell’evoluzione dell’universo.

La notizia della morte della Grande Macchia Rossa di Giove potrebbe essere decisamente esagerata

Al 72° meeting della divisione di fluidodinamica della American Physical Society, tenuta nei giorni scorsi a Seattle, Philip Marcus dell’Università della California a Berkeley ha presentato uno studio sulla Grande Macchia Rossa di Giove. Secondo recenti ricerche, essa si sta rimpicciolendo ma secondo questo nuovo studio basato su fotografie e simulazioni al computer si tratta in realtà di un’impressione dovuta a nuvole che ne coprono una parte.

La cometa interstellare 2I/Borisov vista dall'Osservatorio Keck

Una nuova fotografia della cometa interstellare 2I/Borisov scattata usando uno spettrometro dell’Osservatorio Keck alle Hawaii è ora la migliore ottenuta finora e può offrire nuove informazioni su quest’oggetto che sta attraversando il sistema solare. Gli astronomi Pieter van Dokkum, Cheng-Han Hsieh, Shany Danieli e Gregory Laughlin dell’Università di Yale hanno catturato quest’immagine il 24 novembre ed essa include la coda della cometa, mostrata nella sua lunghezza di quasi 160.000 chilometri in una composizione che mette vicino 2I/Borisov e la Terra.

La galassia NGC 6240 contiene tre buchi neri supermassicci

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia NGC 6240 con le prove che essa contiene tre buchi neri supermassicci. Un team di ricercatori guidato dal professor Wolfram Kollatschny dell’Università di Gottinga ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile assieme a dati di studi precedenti per ottenere le osservazioni ad alta precisione necessarie a verificare che all’interno di NGC 6240 non c’erano due buchi neri supermassicci come sembrava da studi precedenti bensì tre. Ciò indica che la fusione in atto è tra tre galassie.

Il centro della Via Lattea visto nei dettagli dal radiotelescopio MWA

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia (PASA)” riportano alcuni risultati dell’indagine GaLactic and Extragalactic All-sky MWA (GLEAM). Un team di ricercatori ha creato alcune immagini ottenute grazie al radiotelescopio Murchison Widefield Array (MWA) che mostrano il centro della Via Lattea. Grazie alle emissioni radio a bassa frequenza rilevate, è stato possibile generare un’immagine che riproduce sia le strutture più grandi che i dettagli. Ciò significa che è stato possibile ottenere un’immagine d’insieme e le immagini di oggetti singoli come 27 resti di supernova.