Telescopi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la rilevazione di variazioni nella luminosità delle celebri macchie bianche sul pianeta nano Cerere. Usando lo spettrografo HARPS all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile esse sono state osservate mostrando ad esempio una maggiore luminosità nel corso del giorno. Una spiegazione è che esse contengano materiali volatili che evaporano a causa della luce solare.

Mappa di superammassi galattici e di vuoti cosmici attorno alla Via Lattea (Immagine Richard Powell)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di quella che è stata chiamata la Grande Muraglia BOSS, un superammasso di galassie lungo oltre un miliardo di anni luce e distante tra 4,5 e 6,4 miliardi di anni luce dalla Terra. Con una massa stimata in 10.000 volte quella della Via Lattea, è il superammasso più grande finora scoperto.

Fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble con la galassia GN-z11 nel riquadro (Immagine NASA, ESA, and P. Oesch (Yale University))

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più lontana osservata finora. Chiamata GN-z11, è lontana circa 13,4 miliardi di anni luce dalla Terra e ciò significa che la luce che stiamo vedendo è stata emessa quando l’universo aveva quasi 400 milioni di anni. Una team internazionale di astronomi ha spinto il telescopio spaziale Hubble ai limiti delle sue possibilità per ottenere questo risultato.

Vista dall'alto del radiotelescopio di Arecibo (Foto H. Schweiker/WIYN and NOAO/AURA/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca compiuta dopo la scoperta della ripetizione di lampi radio. Per la prima volta, questo tipo di fenomeno si è ripetuto e un team di ricercatori guidato da Laura Spitler, dell’Istituto Max Planck per la Radioastronomia a Bonn, in Germania è riuscito a identificare una sequenza di segnali provenienti dalla stessa sorgente usando il radiotelescopio di Arecibo.

A sinistra, campo di vista dell'osservatorio di Parkes. A destra, due ingrandimenti e in fondo immagine del telescopio Subaru (Immagine cortesia D. Kaplan (UWM), E. F. Keane (SKAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha permesso di scoprire il luogo d’origine di un lampo radio. Questi segnali radio che durano solo pochi millisecondi vengono captati senza che ci sia alcun fenomeno che ne faccia presagire l’arrivo. Un team internazionale di astronomi che include Marta Burgay, Delphine Perrodin e Andrea Possenti dell’INAF ha utilizzato osservazioni condotte tramite telescopi ottici e radio per rintracciare l’origine di questo fenomeno.