Telescopi

Rappresentazione artistica di un sistema binario contenente una pulsar ragno (Immagine NASA/Sonoma State University, Aurore Simonnet)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la rilevazione di eclissi di raggi gamma in sistemi binari formati da una stella normale o da una nana bruna che hanno come compagna una pulsar che viene definita pulsar ragno perché rubano gas alla compagna comportandosi come una vedova nera. Un team di ricercatori ha usato i dati rilevati per oltre un decennio dal telescopio spaziale Fermi della NASA per trovare i casi in cui la stella passa di fronte alla pulsar. Sono stati identificati sette sistemi binari con una pulsar ragno che viene eclissata dalla sua compagna. Questa identificazione ha permesso di misurare la massa della pulsar, un risultato utile per condurre test sulla teoria delle relatività e capire il comportamento della materia in condizioni estreme.

La curva di luce dell'occultazione della stella sullo sfondo causata dal passaggio dell'asteroide Chariklo catturata dallo strumento Near-infrared Camera (NIRCam) del telescopio spaziale James Webb

Un’occultazione stellare avvenuta il 18 ottobre 2022 ha permesso di studiare l’asteroide Chariklo osservando anche i suoi anelli, una caratteristica davvero peculiare per un oggetto così piccolo. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per riuscire a sfruttare il passaggio di Chariklo di fronte a una stella dal punto di vista di Webb. Gli strumenti NIRCam e NIRSpec hanno permesso ottenere immagini e caratteristiche spettrografiche di Chariklo. Lo strumento NIRISS ha avuto nei giorni scorsi un problema software che ha bloccato la trasmissione dei dati raccolti ma non risultano guasti perciò è possibile che i dati vengano recuperati più avanti per completare uno studio approfondito di quest’asteroide.

La mappa dell'emissione polarizzata di microonde misurata dall'esperimento QUIJOTE

Sei articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riportano vari aspetti della più accurata mappatura della polarizzazione delle emissioni di microonde della Via Lattea. Ciò fornisce una mappa del campo magnetico galattico grazie all’esperimento QUIJOTE (Q-U-I JOint TEnerife). La Collaborazione QUIJOTE ha presentato quella che è solo la serie iniziale di articoli scientifici in un’indagine che complementa quelli ottenuti da altre missioni come quella del satellite Planck Surveyor. Questi risultati sono utili per ottenere nuove informazioni sulla struttura del campo magnetico della Via Lattea e per capire i processi energetici che avvennero subito dopo la nascita dell’universo.

Un mosaico di 690 fotogrammi ottenuti con lo strumento Near Infrared Camera (NIRCam) di Webb che costituisce una delle prime immagini dell'indagine CEERS e mostra nei riquadri alcuni esempi di galassie primordiali

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio della struttura e morfologia delle galassie esistenti nei primi tre miliardi di anni di vita dell’universo. Un team di ricercatori che ne include quattro dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno dell’indagine CEERS per ottenere dettagli sufficienti a capire come fossero le galassie primordiali. La conclusione è una conferma di ricerche precedenti riguardante la notevole varietà di forme e strutture che sono risultati perfino superiori grazie a Webb. In molte di esse, le strutture sono già piuttosto evolute, come in galassie più vicine e giovani.

Immagine radar del cratere Tycho sulla Luna (Immagine NRAO/AUI/NSF)

Una nuova immagine del cratere Tycho sulla Luna è la più dettagliata catturata finora dalla Terra. Una collaborazione tra Green Bank Observatory (GBO), National Radio Astronomy Observatory (NRAO), Raytheon Intelligence & Space (RI&S) e Green Bank Telescope (GBT) ha prodotto l’immagine grazie a una nuova tecnologia radar che ha migliorato notevolmente le applicazioni astronomiche dei radar. Immagini della superficie lunare sono solo l’inizio perché altri oggetti possono essere esaminati per creare immagini molto più dettagliate di quanto i radar potessero fare prima. Questo risultato può essere ottenuto con trasmettitori radar a bassa potenza.