Telescopi

Il nuovo schema delle orbite dei pianeti del sistema TOI 700

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta TOI 700 e. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA e confermate con altri strumenti per scoprirlo. Si tratta del quarto pianeta scoperto nel sistema della nana rossa TOI 700 ed è interessante perché si tratta di un pianeta roccioso un po’ più piccolo della Terra. Il suo potenziale di abitabilità è ancora da valutare perché è all’interno della cosiddetta zona abitabile ottimistica, dove un pianeta può avere acqua liquida sulla sua superficie solo per una parte della sua storia.

Le sei galassie a spirale barrate identificate dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di sei galassie a spirale barrate che hanno un’età tra 8,4 e 11 miliardi di anni. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb all’interno dell’indagine CEERS per osservare dettagli di queste galassie sufficienti a individuare i due prolungamenti di stelle che partono dal loro centro per spingersi fino al disco esterno in una struttura che assomiglia a una barra. Si tratta di una struttura determinante per l’evoluzione di queste galassie favorendo la crescita dei buchi neri supermassicci al loro centro e la formazione stellare nelle loro ragioni centrali.

Gli ammassi galattici MOO J1014+0038 (a sinistra) and SPT-CL J2106-5844 (a destra) visti dallo strumento Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble agli infrarossi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio sulla cosiddetta luce intracluster che permea gli ammassi galattici. Hyungjin Joo e M. James Jee della Yonsei University di Seul, nella Corea del Sud, hanno usato il telescopio spaziale Hubble per esaminare dieci ammassi galattici e il bagliore al loro interno. La scoperta sorprendente e per questo interessante è stata che la luce intracluster è abbondante anche negli ammassi più antichi, un segno che le stelle che la emettono sono state espulse dalle loro galassie molto tempo fa. Ciò suggerisce che ciò sia successo contemporaneamente alla formazione e alla crescita degli ammassi.

un'immagine catturata dallo strumento IoIO il 9 novembre 2022 che mostra la nube di emissioni di sodio dall'eruzione proveniente da Io

Una violenta eruzione è stata rilevata su Io, una delle lune di Giove, da Jeff Morgenthaler usando l’Io Input/Output observatory (IoIO) del Planetary Science Institute (PSI). Lo scienziato di quest’organizzazione no profit che ha sede in Arizona sta monitorando Io fin dal 2017 osservando diverse eruzioni ma quella dell’autunno 2022 è stata la più violenta. Questo monitoraggio può essere utile anche alla missione della sonda spaziale Juno della NASA, in orbita attorno a Giove, che ha in programma per il dicembre 2023 un passaggio ravvicinato a Io in cui i suoi strumenti potranno compiere rilevazioni dei gas emessi come il sodio e lo zolfo ionizzato.

La galassia ESO 415-19 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton, Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia ESO 415-19 e i suoi lunghi bracci, che la rendono una galassia a spirale decisamente fuori dal normale. Si tratta di una galassia a spirale ma è stata inserita nell’Atlante delle Galassie Peculiari a causa dell’estensione straordinaria dei suoi bracci. Finora non sono state trovate altre tracce dell’interazione cosmica che ha causato quest’anomalia in ESO 415-19 ma la sua peculiarità l’ha reso un interessante oggetto di osservazioni con Hubble e con altri strumenti. Per la pubblicazione, varie fotografie scattate con lo strumento ACS di Hubble sono state combinate con altre catturate con la macchina fotografica DECam sul telescopio Victor M. Blanco.