Telescopi

L'area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 vista nelle varie bande dello spettro elettromagnetico nel corso della campagna di osservazioni del 2017

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di osservazioni multibanda dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. 33 membri del Multiwavelength Science Working Group dell’Event Horizon Telescope (EHT) hanno guidato un grande team di ricercatori che include anche parecchi italiani di varie istituzioni nazionali che ha messo assieme dati raccolti dai vari radiotelescopi che hanno composto l’EHT nella straordinaria campagna di osservazioni che ha portato alla foto storica pubblicata nel 2019 e altri dati relativi a osservazioni in altre bande elettromagnetiche condotte con vari telescopi spaziali e al suolo. Ciò permette di condurre analisi più approfondite grazie alla completezza delle emissioni rilevate non solo dal buco nero supermassiccio ma anche dai suoi getti che espellono materiali a velocità elevatissime.

Distribuzione di gas molecolare attorno ad alcune protostelle nella Nube molecolare di Perseo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle molecole organiche rilevate in 50 regioni di formazione di dischi protoplanetari nella Nube molecolare di Perseo. Un team di ricercatori coordinati dal RIKEN Cluster for Pioneering Research ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le varie molecole presenti in quella nube molecolare scoprendo che la distribuzione di molecole organiche complesse varia molto nelle diverse aree. La composizione è risultata simile in dischi protoplanetari giovani.

Le 12 croci di Einstein scoperte grazie a Gaia

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’identificazione di 12 quasar la cui immagine è stata quadruplicata da lenti gravitazionali ottenendo immagini simili alla cosiddetta Croce di Einstein. I ricercatori del gruppo Gaia Gravitational Lenses (GraL) ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e dal telescopio spaziale WISE della NASA esaminandoli con algoritmi di apprendimento automatico. In questo modo è stato possibile riconoscere candidati quasar la cui immagine è stata distorta da lenti gravitazionali portando all’identificazione di 12 croci di Einstein.

Le coppie di quasar J0749+2255 e J0841+4825

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di due quasar doppi che potrebbero far parte di una popolazione nascosta perché due quasar molto vicini sono difficili da distinguere. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble di quasar per trovare queste coppie risalenti a circa 10 miliardi di anni fa. I due quasar di ogni coppia sono distanti tra di loro circa 10.000 anni luce e le galassie che li ospitano si fonderanno e a un certo punto anche i buchi neri supermassicci che alimentano i quasar si fonderanno.

Parte della Nebulosa Velo (Immagine ESA/Hubble & NASA, Z. Levay)

Una fotografia di una parte della Nebulosa Velo catturata dal telescopio spaziale Hubble offre una nuova vista di questi resti di supernova dopo l’applicazione di nuove tecniche di elaborazione. La Nebulosa Velo è già stata al centro di osservazioni, analisi ed elaborazioni delle immagini ottenute perché quei resti formano una vasta nebulosa diffusa che è formata da diverse parti catalogate con diverse sigle e conosciute con diversi nomi. Questa nebulosa costituisce a sua volta solo la parte visibile del Cerchio del Cigno dato che questi resti di supernova devono essere osservati in una gamma più ampia dello spettro elettromagnetico per essere rilevati completamente.