Telescopi

Alcuni deflussi che indicano un'origine da protostelle

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di quattro massicce nubi molecolari nell’area centrale della Via Lattea con tracce di formazione stellare in una zona che era considerata troppo caotica perché ciò potesse avvenire. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminare la cosiddetta zona molecolare centrale della Via Lattea scoprendo oltre 800 di quelle che vengono considerate uova stellari, cioè nuclei densi di gas e polvere. ALMA ha permesso di rilevare 43 deflussi energetici di materiali con caratteristiche associate alla formazione stellare, un’ulteriore prova di ciò che sta avvenendo in quell’area.

Concetto artistico del candidato buco nero di massa intermedia e del lampo gamma da esso deviato (Immagine cortesia Carl Knox, OzGrav)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un candidato buco nero di massa intermedia. Un team di ricercatori ha studiato una lente gravitazionale utilizzando rilevazioni di fotoni che erano parte di un lampo gamma per calcolare la massa della lente basandosi sul ritardo causato dalla deviazione dei fotoni del suo “eco”. Il risultato è che la massa dell’oggetto che agisce come lente gravitazionale è stata stimata in circa 55.000 volte quella del Sole. La natura dell’oggetto non è certo ma l’analisi dei dati favorisce nettamente l’ipotesi che si tratti di un buco nero di massa intermedia, un tipo di buco nero raro e soprattutto molto elusivo.

I resti di supernova Cassiopeia A (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)

La NASA ha pubblicato un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A, o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale WISE agli infrarossi. Non esiste alcuna documentazione storica di quella supernova anche se la sua luce raggiunse la Terra attorno al 1667 d.C., probabilmente perché una gran quantità di polvere tra di essa e la Terra attenuò notevolmente la sua luminosità. Le varie emissioni hanno permesso di studiarla con diversi strumenti nel corso degli ultimi decenni. WISE ha rilevato gli echi dell’esplosione luminosa che stanno generando increspature nella direzione opposta alla stella che è esplosa.

L'area attorno al buco nero supermassiccio della galassia M87 in luce polarizzata

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti di uno studio che ha portato alla rappresentazione dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 in luce polarizzata. Gli scienziati della Event Horizon Telescope Collaboration hanno usato dati raccolti nel 2017 per ottenere una nuova immagine che offre nuove informazioni sulla struttura dei campi magnetici attorno al buco nero supermassiccio. Un terzo articolo pubblicato sulla stessa rivista riporta i dettagli delle osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA durante la campagna di osservazioni del 2017.

La medusa cosmica nell'ammasso galattico Abell 2877

Un articolo pubblicato rulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’ammasso galattico Abell 2877 condotto con il radiotelescopio MWA che ha individuato una nube di plasma con una forma simile a quella di una medusa. Un team guidato da Torrance Hodgson dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR) che include due ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha osservato Abell 2877 a diverse frequenze radio e, quando ha abbassato la frequenza, ha scoperto quella struttura cosmica visibile per poco tempo e solo a pochissime frequenze. Potrebbe trattarsi di plasma espulso circa due miliardi di anni fa da buchi neri supermassicci di diverse galassie che si è mescolato proprio quando onde d’urto hanno attraversato l’ammasso, riaccendendo il plasma per un periodo che è molto breve dal punto di vista astronomico.