L'ammasso galattico Abell S1063 (Immagine NASA, ESA, and M. Montes (University of New South Wales, Sydney, Australia))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive un nuovo metodo per rilevare e mappare la materia oscura esistente negli ammassi galattici con una precisione superiore rispetto a quelli finora utilizzati. Mireia Montes dell’Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, e Ignacio Trujillo dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, in Spagna, hanno sfruttato la cosiddetta luce intracluster, la debole luce all’interno degli ammassi galattici prodotta dalla loro interazione, rilevata nel programma Hubble Frontier Fields, per mappare la distribuzione di materia oscura al loro interno.

Il cratere Korolev (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini del cratere Korolev su Marte ottenute grazie alla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. La sua peculiarità è di essere riempito di ghiaccio d’acqua e nonostante la presenza di polvere il suo colore è bianco, il che costituisce un forte contrasto con quello del terreno circostante. Normalmente l’acqua non riesce a rimanere solida alla bassissima pressione generata dall’atmosfera marziana ma vicino al polo nord il cratere Korolev agisce come una trappola a freddo.

2018 VG18, soprannominato Farout, è il corpo celeste più lontano dal Sole all'interno del sistema solare scoperto finora

Un team di astronomi ha annunciato la scoperta del corpo celeste più lontano dal Sole all’interno del sistema solare. Catalogato come 2018 VG18 e soprannominato Farout, è stato scoperto da astronomi specializzati nella ricerca di oggetti nella Fascia di Kuiper tra cui quello soprannominato The Goblin, annunciato nell’ottobre 2018. 2018 VG18 è molto più lontano, attualmente a una distanza dal Sole stimata attorno a 120 volte quella della Terra.

R Aquarii (Immagine ESO/Schmid et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una nuova osservazione del sistema binario R Aquarii, formato da una gigante rossa del tipo chiamato variabile Mira e da una nana bianca. Un team di ricercatori ha usato quella coppia di stelle come obiettivo per un test di un nuovo sottosistema dello strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO ottenendo l’immagine più chiara catturata finora delle turbolenze esistenti nel sistema a causa del fatto che la nana bianca sta strappando gas alla compagna, peggiorando la sua agonia.