Concetto artistico di sistemi binari legati gravitazionalmente (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters” offre una serie di indizi sul fatto che il sistema triplo TIC 470710327 sia il risultato di una fusione stellare. Un team di ricercatori ha utilizzato lo spettrografo HERMES montto sul telescopio Mercator per osservazioni mirate di questo sistema la cui scoperta è avvenuta grazie al telescopio spaziale TESS della NASA ed è stata annunciata in un articolo pubblicato nell’aprile 2022 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Simulazioni al computer hanno portato i ricercatori a concludere che in origine c’erano due sistemi binari legati gravitazionalmente e in uno di essi le due stelle si sono fuse in una che ha finito per formare un sistema triplo con le altre due.

Una rappresentazione artistica del sistema VFTS 243

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un probabile buco nero dormiente nella Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team di ricercatori l’ha individuato nel sistema VFTS 243 dopo un esame approfondito di un sistema binario situato nella Nebulosa Tarantola in cui era stato individuato un candidato da verificare nella ricerca di buchi neri. Sei anni di osservazioni condotte con il VLT dell’ESO hanno permesso di eliminare altre possibili spiegazioni per la natura degli oggetti studiati. Una conclusione interessante è che il buco nero scoperto è il risultato di un collasso della stella progenitrice avvenuto senza una supernova.

Il cargo spaziale Dragon 2 decolla su un razzo Falcon 9 per iniziare la missione CRS-25 (Foto NASA)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon 2 è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione CRS-25 (Cargo Resupply Service 25), indicata anche come SpX-25. Dopo quasi esattamente 12 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della venticinquesima missione di invio della navicella spaziale Dragon/Dragon 2 alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Il razzo Vega-C decolla per la sua missione inaugurale (Immagine cortesia ESA)

Poco fa è decollato dalla base di lancio europea della Guayana francese il nuovo razzo vettore europeo Vega-C, l’evoluzione del razzo Vega che è stato in servizio per quasi esattamente 10 anni. Dopo circa 85 minuti, è cominciata la messa in orbita di vari satelliti che includono LARES-2 dell’Agenzia Spaziale Italiana e alcuni nanosatelliti.

Il carico principale per il primo volo del razzo vettore Vega-C, indicato come VV21, è il satellite LARES-2 (Laser Relativity Satellite 2) dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Si tratta di un successore perfezionato del satellite LARES lanciato il 13 febbraio 2012 durante la missione di qualifica del razzo Vega originale. Lo scopo rimane quello di testare alcuni aspetti della teoria della relatività.

Il carico secondario è costituito da nanosatelliti di classe CubeSat, che ormai sono molto comuni e di conseguenza carichi normali per un lanciatore come Vega-C. Si tratta degli italiani AstroBio CubeSat e Greencube, lo sloveno Trisat-R e i francesi MTCube-2 e Celesta.