ESA

La navicella spaziale SoyuzTMA-19M al decollo su un razzo Soyuz (Foto ESA-Stephane Corvaja)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz TMA-19M è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dopo circa sei ore e mezza ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Tim Peake, Yuri Malenchenko e Tim Kopra. La Soyuz ha utilizzato la traiettoria veloce usata normalmente ma ci è voluto un po’ più del previsto a causa di un problema al sistema automatico di attracco: di conseguenza la manovra è stata effettuata manualmente.

La sonda spaziale LISA Pathfinder al decollo su un razzo vettore Vega (Foto ESA–Stephane Corvaja)

Nella notte italiana la sonda spaziale LISA Pathfinder dell’ESA è stata lanciata con successo su un razzo vettore Vega dal centro spaziale di Kourou nella Guiana francese. Dopo circa un’ora e 45 minuti si è separata dall’ultimo stadio del razzo e si è attivata per cominciare il suo lungo viaggio grazie al proprio modulo di propulsione.

LISA Pathfinder è entrata in un’orbita ellittica dove effettuerà una serie di manovre che nell’arco di alcune settimane la porteranno nell’area chiamata L1, dove la gravità della Terra e quella del Sole si equilibrano con le altre forze che agiscono sulla sonda. Il modulo di propulsione verrà disconnesso dopo aver esaurito la sua funzione e la sonda rimarrà nell’area L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Il modulo di servizio della navicella spaziale Orion costruito dall'ESA durante il trasporto negli USA (Foto NASA)

La NASA ha fornito qualche nuova informazione sul primo test di volo per il suo Space Launch System (SLS) con la navicella spaziale Orion, chiamato Exploration Mission-1 (EM-1). L’ha fatto in occasione dell’arrivo alla Space Power Facility (SPF) a Sandusky, nell’Ohio, della versione di test del modulo di servizio della Orion costruito dall’ESA (in inglese European Service Module, ESM). Ciò permetterà alla NASA di cominciare a testare la nuova navicella nella sua configurazione completa, un passo cruciale nella preparazione della missione EM-1.

Aurorae Chaos e Ganges Chasma (Foto ESA/DLR/FU Berlin, licenza CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini di Valles Marineris su Marte catturate dalla sonda spaziale Mars Express nel luglio 2015. Si tratta di un enorme complesso di fratture geologiche molto più largo e lungo del Gran Canyon americano. In particolare, gli scienziati si sono concentrati sulle fotografie scattate dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) di Mars Express di un’area chiamata Aurorae Chaos, dove ci sono ancora le tracce di antichissimi flussi d’acqua.

Mappa delle aurore ultraviolette, indicate con i cerchi bianchi, sopra la struttura magnetica della crosta marziana, indicata con i vari colori (Immagine basata sui dati di J-C. Gérard et al (2015))

Due articoli, uno apparso sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Space Physics” e uno apparso sulla rivista “Icarus”, descrivono una ricerca sulle aurore ultraviolette rilevate sul pianeta Marte dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA. Jean-Claude Gérard e Lauriane Soret dell’Università di Liegi, in Belgio, hanno diretto un team di scienziati che ha esaminato dieci anni di dati che sono stati analizzati per capire i meccanismi di creazione di queste aurore.