Galassie

La NGC 1433 vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, and J. Lee (NOIRLab), A. Pagan (STScI))

Un numero speciale della rivista “The Astrophysical Journal Letters” contiene una serie di articoli che riportano i primi risultati dell’indagine PHANGS–JWST. Oltre cento ricercatori della collaborazione Physics at High Angular resolution in Nearby Galaxies (PHANGS) hanno usato il telescopio spaziale James Webb per esaminare le galassie M74, NGC 7496, IC 5332, NGC 1365 e NGC 1433. In particolare, lo strumento Mid-Infrared Instrument (MIRI) ha permesso di osservare strutture all’interno di quelle galassie in dettagli mai visti prima. Le informazioni raccolte sono preziose per ricostruire i processi di formazione stellare e l’influenza che hanno sul gas che circonda protostelle e stelle neonate.

Il terzetto SDSSCGB 10189 (Immagine ESA/Hubble & NASA, M. Sun)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra un terzetto di galassie che stanno interagendo. Catalogato come SDSSCGB 10189, il terzetto costituisce un raro caso di tre galassie massicce con notevole formazione stellare distanti tra loro meno di 50.000 anni luce. A livello galattico, si tratta di una distanza davvero breve ed è il motivo per cui la loro forma si sta già distorcendo.

Le fusioni galattiche costituiscono un importante argomento di ricerca astronomica e in questo caso SDSSCGB 10189 è un oggetto di studio anche per le ricerche sulle origini delle cosiddette galassie di ammasso più brillanti, le più luminose all’interno dei loro ammassi e anche le più massicce.

I risultati di alcune ricostruzioni della forma di J1135 ottenute partendo dalle rilevazioni condotte con il radiotelescopio ALMA in diverse frequenze elettromagnetiche

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le caratteristiche della galassia HATLASJ113526.2-01460, o semplicemente J1135, che vediamo com’era circa due miliardi di anni dopo il Big Bang. Il problema finora era riuscire effettivamente a distinguerne le caratteristiche e ora il team di ricerca in formazione ed evoluzione delle galassie della SISSA guidato dal professor Andrea Lapi ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA per ottenere questo risultato. La potenza e sensibilità di ALMA hanno permesso di rilevare anche le debolissimi emissioni radio e submillimetriche, che potrebbero essere le uniche che ci arrivano da J1135 a causa della notevole presenza di polvere interstellare al suo interno. Queste osservazioni aiutano a capire meglio la formazione ed evoluzione delle galassie nell’universo giovane.

La galassia LEDA 2046648 assieme a molte stelle e soprattutto galassie viste dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae la galassia LEDA 2046648 immersa in un vasto gruppo di altre galassie più o meno lontane. Molte galassie a spirale sono distinguibili ed è normale dato che si tratta del tipo più comune. Lo strumento NIRCam ha catturato molti dettagli di LEDA 2046648 nonostante sia distante oltre un miliardo di anni luce dalla Terra ma le prestazioni di Webb non sono più sorprendenti. L’osservazione che ha generato quest’immagine è tra quelle usate per calibrare lo strumento NIRISS, che nella seconda metà del gennaio 2023 è stato fuori uso per un paio di settimane ma ora ha ripreso a trasmettere normalmente i dati raccolti.

Un'immagine della Via Lattea sovrapposta a quella di galassie (rappresentate come puntini gialli) simulate nel progetto IllustrisTNG immerse nella materia oscura (in verde e blu)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati di uno studio che indica che la Via Lattea è massiccia in modo anormale in rapporto al cosiddetto Foglio Locale, l’insieme di galassie che la circonda. Un team di ricercatori ha usato simulazioni condotte all’interno del progetto IllustrisTNG scoprendo che una galassia nella situazione della Via Lattea dovrebbe essere molto più piccola rispetto alla muraglia cosmica che la circonda. Le simulazioni indicano che c’è un’eccezione ogni milione di galassie presenti in IllustrisTNG nelle stesse condizioni. Ciò va tenuto presente negli studi degli ambienti galattici.