Galassie

La mappa dell'emissione polarizzata di microonde misurata dall'esperimento QUIJOTE

Sei articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riportano vari aspetti della più accurata mappatura della polarizzazione delle emissioni di microonde della Via Lattea. Ciò fornisce una mappa del campo magnetico galattico grazie all’esperimento QUIJOTE (Q-U-I JOint TEnerife). La Collaborazione QUIJOTE ha presentato quella che è solo la serie iniziale di articoli scientifici in un’indagine che complementa quelli ottenuti da altre missioni come quella del satellite Planck Surveyor. Questi risultati sono utili per ottenere nuove informazioni sulla struttura del campo magnetico della Via Lattea e per capire i processi energetici che avvennero subito dopo la nascita dell’universo.

Un mosaico di 690 fotogrammi ottenuti con lo strumento Near Infrared Camera (NIRCam) di Webb che costituisce una delle prime immagini dell'indagine CEERS e mostra nei riquadri alcuni esempi di galassie primordiali

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio della struttura e morfologia delle galassie esistenti nei primi tre miliardi di anni di vita dell’universo. Un team di ricercatori che ne include quattro dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno dell’indagine CEERS per ottenere dettagli sufficienti a capire come fossero le galassie primordiali. La conclusione è una conferma di ricerche precedenti riguardante la notevole varietà di forme e strutture che sono risultati perfino superiori grazie a Webb. In molte di esse, le strutture sono già piuttosto evolute, come in galassie più vicine e giovani.

Le sei galassie a spirale barrate identificate dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di sei galassie a spirale barrate che hanno un’età tra 8,4 e 11 miliardi di anni. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb all’interno dell’indagine CEERS per osservare dettagli di queste galassie sufficienti a individuare i due prolungamenti di stelle che partono dal loro centro per spingersi fino al disco esterno in una struttura che assomiglia a una barra. Si tratta di una struttura determinante per l’evoluzione di queste galassie favorendo la crescita dei buchi neri supermassicci al loro centro e la formazione stellare nelle loro ragioni centrali.

Gli ammassi galattici MOO J1014+0038 (a sinistra) and SPT-CL J2106-5844 (a destra) visti dallo strumento Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble agli infrarossi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio sulla cosiddetta luce intracluster che permea gli ammassi galattici. Hyungjin Joo e M. James Jee della Yonsei University di Seul, nella Corea del Sud, hanno usato il telescopio spaziale Hubble per esaminare dieci ammassi galattici e il bagliore al loro interno. La scoperta sorprendente e per questo interessante è stata che la luce intracluster è abbondante anche negli ammassi più antichi, un segno che le stelle che la emettono sono state espulse dalle loro galassie molto tempo fa. Ciò suggerisce che ciò sia successo contemporaneamente alla formazione e alla crescita degli ammassi.

La galassia ESO 415-19 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton, Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia ESO 415-19 e i suoi lunghi bracci, che la rendono una galassia a spirale decisamente fuori dal normale. Si tratta di una galassia a spirale ma è stata inserita nell’Atlante delle Galassie Peculiari a causa dell’estensione straordinaria dei suoi bracci. Finora non sono state trovate altre tracce dell’interazione cosmica che ha causato quest’anomalia in ESO 415-19 ma la sua peculiarità l’ha reso un interessante oggetto di osservazioni con Hubble e con altri strumenti. Per la pubblicazione, varie fotografie scattate con lo strumento ACS di Hubble sono state combinate con altre catturate con la macchina fotografica DECam sul telescopio Victor M. Blanco.