Galassie

La galassia ESO 415-19 (Immagine ESA/Hubble & NASA, J. Dalcanton, Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia ESO 415-19 e i suoi lunghi bracci, che la rendono una galassia a spirale decisamente fuori dal normale. Si tratta di una galassia a spirale ma è stata inserita nell’Atlante delle Galassie Peculiari a causa dell’estensione straordinaria dei suoi bracci. Finora non sono state trovate altre tracce dell’interazione cosmica che ha causato quest’anomalia in ESO 415-19 ma la sua peculiarità l’ha reso un interessante oggetto di osservazioni con Hubble e con altri strumenti. Per la pubblicazione, varie fotografie scattate con lo strumento ACS di Hubble sono state combinate con altre catturate con la macchina fotografica DECam sul telescopio Victor M. Blanco.

Le galassie RS13 ed RS14 come sono apparse in immagini catturate dal telescopio spaziale Spitzer e come appaiono nell'immagine catturata da Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta l’individuazione di una popolazione di rare galassie a spirale rosse nell’ammasso galattico SMACS J0723.3-7327. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per trovare i dettagli di queste galassie che secondo le stime risalgono all’epoca in cui l’universo aveva un’età tra due e tre miliardi di anni circa.

I dettagli senza precedenti catturati da Webb aiutano a compiere passi in avanti nella comprensione dei processi in atto in galassie di varie età e capire perché certe appaiano rosse. Averne trovate parecchie molto antiche suggerisce che oltre 10 miliardi di anni fa le galassie rosse fossero più comuni.

Infografica relativa alle galassie primordiali osservate con il telescopio spaziale James Webb

Due articoli che devono ancora passare la fase di peer-review riportano alcuni risultati di osservazioni di galassie primordiali condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma JWST Advanced Deep Extragalactic Survey (JADES) che ha proprio lo scopo di studiare le galassie più antiche e più fioche. Un team di astronomi ha usato gli strumenti NIRCam e NIRSpec di Webb per determinare le distanze di quattro galassie che vediamo com’erano meno di 400 milioni di anni dopo il Big Bang tramite un’analisi spettroscopica della loro luce.

HIPASS J1131–31 / Peekaboo, ingrandita nel riquadro (Immagine: scienza NASA, ESA, Igor Karachentsev (SAO RAS). Elaborazione immagine Alyssa Pagan (STScI))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su una galassia nana catalogata come HIPASS J1131–31 che è relativamente vicina ma ha le caratteristiche di una galassia primordiale. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni di vari telescopi spaziali e al suolo per confermarne la natura, incluso il telescopio spaziale Hubble. L’hanno soprannominata Peekaboo perché fa capolino dietro una stella luminosa che l’ha nascosta per molto tempo e ha reso difficile identificarla. Si tratta di una galassia davvero piccola ma le sue caratteristiche primordiali la rendono interessante per gli astronomi.

L'ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327 visto dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati della più completa analisi della cosiddetta luce intracluster condotta finora. Mireia Montes e Ignacio Trujillo dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) hanno usato il telescopio spaziale James Webb per osservare l’ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327. In particolare, hanno sfruttato lo strumento NIRCam per rilevare la luce intracluster, che è estremamente fioca ma utile per studiare gli ammassi galattici in modi diversi rispetto alle osservazioni alla luce visibile. Si tratta di studi utili anche per capire la distribuzione della materia oscura.