Galassie

Le galassie RS13 ed RS14 come sono apparse in immagini catturate dal telescopio spaziale Spitzer e come appaiono nell'immagine catturata da Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta l’individuazione di una popolazione di rare galassie a spirale rosse nell’ammasso galattico SMACS J0723.3-7327. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per trovare i dettagli di queste galassie che secondo le stime risalgono all’epoca in cui l’universo aveva un’età tra due e tre miliardi di anni circa.

I dettagli senza precedenti catturati da Webb aiutano a compiere passi in avanti nella comprensione dei processi in atto in galassie di varie età e capire perché certe appaiano rosse. Averne trovate parecchie molto antiche suggerisce che oltre 10 miliardi di anni fa le galassie rosse fossero più comuni.

Infografica relativa alle galassie primordiali osservate con il telescopio spaziale James Webb

Due articoli che devono ancora passare la fase di peer-review riportano alcuni risultati di osservazioni di galassie primordiali condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma JWST Advanced Deep Extragalactic Survey (JADES) che ha proprio lo scopo di studiare le galassie più antiche e più fioche. Un team di astronomi ha usato gli strumenti NIRCam e NIRSpec di Webb per determinare le distanze di quattro galassie che vediamo com’erano meno di 400 milioni di anni dopo il Big Bang tramite un’analisi spettroscopica della loro luce.

HIPASS J1131–31 / Peekaboo, ingrandita nel riquadro (Immagine: scienza NASA, ESA, Igor Karachentsev (SAO RAS). Elaborazione immagine Alyssa Pagan (STScI))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio su una galassia nana catalogata come HIPASS J1131–31 che è relativamente vicina ma ha le caratteristiche di una galassia primordiale. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni di vari telescopi spaziali e al suolo per confermarne la natura, incluso il telescopio spaziale Hubble. L’hanno soprannominata Peekaboo perché fa capolino dietro una stella luminosa che l’ha nascosta per molto tempo e ha reso difficile identificarla. Si tratta di una galassia davvero piccola ma le sue caratteristiche primordiali la rendono interessante per gli astronomi.

L'ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327 visto dal telescopio spaziale James Webb

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati della più completa analisi della cosiddetta luce intracluster condotta finora. Mireia Montes e Ignacio Trujillo dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) hanno usato il telescopio spaziale James Webb per osservare l’ammasso galattico SMACS-J0723.3-7327. In particolare, hanno sfruttato lo strumento NIRCam per rilevare la luce intracluster, che è estremamente fioca ma utile per studiare gli ammassi galattici in modi diversi rispetto alle osservazioni alla luce visibile. Si tratta di studi utili anche per capire la distribuzione della materia oscura.

Arp-Madore 417-391, o semplicemente AM 417-391, assieme ad altre galassie e stelle

Un’immagine catturata dallo strumento ACS del telescopio spaziale Hubble mostra Arp-Madore 417-391, o semplicemente AM 417-391, una coppia di galassie che si stanno fondendo. Fa parte del catalogo Arp-Madore, che raccoglie galassie particolarmente peculiari nel cielo meridionale. Esso include coppie di galassie interagenti a livelli che possono arrivare a una fusione proprio come AM 417-391.

Lo strumento Advanced Camera for Surveys (ACS) è ottimizzato per la caccia a galassie e ammassi galattici nell’universo antico. La coppia AM 417-391 è lontana “solamente” 670 milioni di anni luce e rappresenta un eccellente oggetto di studio per gli astronomi interessati alle fusioni galattiche.