Galassie

Tre galassie simulate nel progetto IllustrisTNG

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i primi risultati di un’analisi dei dati del terzo rilascio (Data Release 3, DR3) dell’indagine astronomica Lega-C, la più vasta indagine spettroscopica di galassie che potremmo definire di mezza età dato che le vediamo com’erano tra cinque e otto miliardi di anni fa circa. Essa offre informazioni fondamentali per capire a fondo certe fasi dell’evoluzione delle galassie e della formazione stellare al loro interno. Una buona notizia offerta da un team di ricercatori guidato da Po-Feng Wu dell’Institute of Astronomy and Astrophysics di Taipei (Taiwan) che include Anna Gallazzi e Stefano Zibetti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) è il buon accordo tra le simulazioni del programma IllustrisTNG e delle osservazioni condotte in quella sorta di censimento che è stato Lega-C.

Il proto-ammasso galattico G237

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” e uno sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, riportano vari aspetti della scoperta di un proto-ammasso galattico nel quale c’era uno straordinario tasso di formazione stellare quando l’universo aveva circa 3 miliardi di anni. Un team di ricercatori guidato da Mari Polletta dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Milano che include altri quattro ricercatori e ricercatrici dell’INAF ha trovato le tracce del proto-ammasso G237.01+42.50, o semplicemente G237, nei dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor per poi usare vari telescopi per osservare le galassie al suo interno. I risultati sono stati raccolti da un team guidato da Yusei Koyama dell’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone.

L'Oggetto di Hamilton visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una soluzione a un mistero astronomico riguardante due galassie che sembravano l’immagine speculare l’una dell’altra e sono risultate essere due immagini della stessa galassia separate a causa di una lente gravitazionale. Un team di ricercatori guidato da Richard Griffiths dell’Università delle Hawaii a Hilo ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per ottenere informazioni sufficienti a capire la natura di quello che è stato chiamato Oggetto di Hamilton perché scoperto dall’astronomo Timothy Hamilton. Nel frattempo, una terza immagine della galassia era stata scoperta, visibile in un’altra area del cielo sempre grazie alla lente gravitazionale.

Alcune galassie galassie dell'ammasso della Fornace viste dalla DECam

Un’immagine catturata dalla Dark Energy Camera (DECam) mostra alcune galassie dell’ammasso della Fornace. Le galassie NGC 1399 e NGC 1404 sono due delle più luminose dell’ammasso e la loro gravità le sta facendo avvicinare al punto che potrebbero esserci già delle interazioni. La galassia nana irregolare NGC 1427A, nell’angolo sinistro nell’immagine in alto, sta subendo ancor di più l’attrazione gravitazionale dell’ammasso e si sta spostando verso il suo cuore. Secondo gli astronomi finirà per essere distrutta in un futuro lontano milioni di anni.

L'Anello Fuso visto da Hubble (Immagine Anastasio Díaz-Sánchez (Universidad Politécnica de Cartagena))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’anello di Einstein soprannominato Anello Fuso per il suo aspetto “liquido” e perché è stato individuato nella costellazione della Fornace. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e con lo strumento FORS 2 sul VLT in Cile dell’oggetto formalmente classificato come GAL-CLUS-022058s per studiare le sue caratteristiche fisiche. L’anello è in realtà una galassia la cui luce è stata distorta da una lente gravitazionale e, secondo le conclusioni dello studio, è lontana circa 9,4 miliardi di anni luce dalla Terra.