NASA

Un momento dell'eruzione solare del 24 luglio 2016 (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center; Joy Ng, producer/IRIS/Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory)

La NASA ha rilasciato le immagini catturate dalla sua sonda spaziale IRIS relative a una sorta di pioggia caduta sul Sole il 24 luglio 2016. Quest’evento si è verificato durante un brillamento solare di media intensità che ha determinato l’espulsione di materiale solare, plasma a temperature elevatissime che poi è ricaduto come una pioggia e per questo viene chiamato pioggia coronale o in gergo più tecnico post-flare loop.

Rappresentazione artistica dei possibili strati interni di Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla struttura interna del pianeta nano Cerere. Un team guidato da Ryan Park del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha analizzato con estrema precisione i movimenti della sonda spaziale Dawn, in orbita attorno a Cerere, per ottenere indizi che suggeriscono che sia composto di vari strati con il più denso nel suo nucleo e alcuni strati molli che ne includono di acqua ghiacciata.

Rappresentazione artistica di Io con i suoi vulcani e il collasso dell'atmosfera durante le eclissi (Immagine SwRI/Andrew Blanchard)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research” descrive una ricerca finanziata dalla NASA sull’atmosfera di Io, una delle lune “galileiane” di Giove. Un gruppo di scienziati guidati da Constantine Tsang del Southwest Research Institut ha rilevato i cambiamenti che avvengono nell’atmosfera di Io, notando come essa collassi quando entra nell’ombra di Giove e la temperatura scende.

Insieme di galassie contenenti buchi neri supermassicci le cui emissioni di raggi X sono state identificate (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui cosiddetti raggi X cosmici di fondo (in inglese Cosmic X-ray Background, CXB). Un team di ricercatori guidato da Fiona Harrison del Caltech di Pasadena ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per distinguere una buona parte delle emissioni di raggi X provenienti da buchi neri supermassicci.

Rappresentazione artistica della stella CX330 e del disco di gas e polveri che la circonda (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su un oggetto chiamato CX330 che per alcuni anni è stato misterioso ed è poi risultato essere una giovane stella. Un gruppo di ricercatori guidato da Chris Britt della Texas Tech University ha usato dati raccolti dai telescopi spaziali Chandra e WISE della NASA e altri ancora per determinare la sua natura. Rimane da chiarire perché CX330 sia così isolata.