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Concetto artistico di Giove paragonato al gioviano caldo HD 189733b (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Secondo una stima degli astronomi la sola Via Lattea potrebbe ospitare un miliardo di pianeti giganti gassosi come Giove. Vent’anni di scoperte e studi di esopianeti hanno insegnato che esistono diversi tipi di gioviani e il loro studio è importante per capire l’evoluzione di un sistema solare, compreso il nostro, data l’influenza di un pianeta di quella massa. D’altra parte, anche lo studio di Giove ci aiuta a capire più in generale quella classe di esopianeti.

Il pianeta Giove visto dalla sonda spaziale Juno da una distanza di circa 703.000 chilometri il 27 agosto 2016 (Foto NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS)

Nel corso della giornata di ieri la sonda spaziale Juno della NASA ha compiuto il suo primo volo ravvicinato al pianeta Giove. Alle 15.44 italiane circa è passata a solo 4.200 chilometri di altitudine sopra le nuvole gioviane, la distanza minima prevista per tutta la sua missione primaria. A quel punto, Juno stava viaggiando a ben 208.000 km/h rispetto al pianeta. Si tratta del primo di 36 passaggi ravvicinati previsti nei due anni e mezzo della sua missione primaria.

I resti di supernova G11.2-0.3 (Foto X-ray: NASA/CXC/NCSU/K. Borkowski et al; Optical: DSS)

Al workshop “Chandra Science for the Next Decade” che si sta tenendo a Cambridge, nel Massachussets, è stata presentata una nuova immagine dei resti di una supernova chiamati G11.2-0.3 ottenuta usando l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA. Per anni questi erano stati considerati i resti della supernova registrata dai cinesi nel 386 D.C. e per questo motivo conosciuta come SN 386 ma i nuovi esami indicano che si trattò di una diversa supernova.

Concetto artistico del possibile aspetto di Venere due miliardi di anni fa (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca in cui modelli informatici sono stati utilizzati per simulare il possibile passato del clima sul pianeta Venere. Un team di scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA guidati da Michael Way ha concluso che forse due miliardi di anni fa su Venere c’era un oceano di acqua liquida e le condizioni sulla superficie erano favorevoli alla vita.