Pianeti

La stella LHS 1815

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la scoperta dell’esopianeta LHS 1815b grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori guidati da Tianjun Gan della Tsinghua University di Pechino, in Cina, ha confermato l’esistenza di quel pianeta usando vari strumenti fotometrici, spettroscopici e fotografici al suolo. La conclusione è che le sue dimensioni sono leggermente superiori a quelle della Terra ma è molto più denso per una massa fino a 8,7 volte quella della Terra. La caratteristica più unica è che si tratta del primo esopianeta scoperto nel cosiddetto disco spesso della Via Lattea, una delle strutture che formano circa due terzi delle galassie a forma di disco.

Urano visto dalla sonda spaziale Voayger 2 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta la scoperta di un plasmoide, una struttura composta da plasma formato soprattutto di idrogeno in mezzo a campi magnetici, nella coda della magnetosfera del pianeta Urano che si allontanava da esso. La formazione del plasmoide non è un evento nuovo perché Gina DiBraccio e Daniel J. Gershman del Goddard Space Flight Center della NASA hanno esaminato rilevazioni compiute dalla sonda spaziale Voyager 2 durante il passaggio ravvicinato a Urano avvenuto il 24 gennaio 1986. Si tratta del primo plasmoide scoperto nella magnetosfera di Urano e potrebbe costituire un meccanismo cruciale per la sua perdita di atmosfera.

Due esempi di dischi protoplanetari allineati e disallineati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulle orbite di dischi protoplanetari in sistemi binari, dove sono state trovate diverse geometrie. Un team di astronomi guidato da Ian Czekala dell’Università della California a Berkeley ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare sistemi stellari in fase di formazione attorno a due stelle, che in gergo vengono chiamati dischi circumbinari. La conclusione è che i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più compatti condividono quasi lo stesso piano mentre i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più ampi hanno piano orbitali notevolmente inclinati.

Concetto artistico di TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla luminosità a raggi X e ultravioletti di TRAPPIST-1, la stella nana ultra-fredda diventata celebre dopo la conferma che ha un sistema di 7 pianeti rocciosi. Un team di ricercatori ha usato un metodo Monte Carlo basato su Catena di Markov per calcolare le radiazioni ricevute nel corso del tempo da quei pianeti concludendo che la stella ha avuto elevati livelli di emissioni di raggi X e ultravioletti per parecchi miliardi di anni causando si suoi pianeti una notevole erosione atmosferica e perdita di composti volatili. I ricercatori hanno anche dimostrato che il software libero / open source approxposterior può replicare la loro analisi in tempi molto più rapidi rispetto a emcee, un software usato per quel tipo di calcoli. Ciò aiuterà a studiare altre nane rosse per valutare l’abitabilità dei pianeti che sempre più vengono trovati attorno a nane rosse.

Il cratere Moreux su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove foto del cratere Moreux sul pianeta Marte scattate dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Si tratta di un cratere da impatto ma mostra caratteristiche diverse dal normale, considerate il frutto di erosione causata da processi glaciali. Probabilmente glaciazioni hanno avuto luogo in diversi periodi dato che le tracce geologiche presenti nell’area suggeriscono che sono avvenute anche negli ultimi milioni di anni. Un altro motivo di interesse per questo cratere è la presenza di dune al suo interno, che forniscono informazioni sui venti che soffiano nell’area.